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martedì 11 maggio 2010

Di principi e di piselli, di fiabe e di castelli.



C'era una volta un principe che voleva trovar moglie...
una quantità di fiabe prende l'avvio da questo desiderio...Una per tutte: Cenerentola, che ha rovinato generazioni e generazioni di donne. Tutte lì a cantare con topolini e piccioni, a rassettare e rammendare, a farsi belle per il ballo, affidandosi ad una fata pasticciona, nella speranza di essere la prescelta. A pensarci bene, una sorta di "Uomini e Donne", con Maria de Filippi nel ruolo della fata madrina...o viceversa, che comunque è raccapricciante ugualmente!
E le fanciulle di cento generazioni lì, tutte agghindate a farsi scegliere. E un principe chiede di saper filare la paglia in oro, e un altro di cucire con filato di ortiche, un altro ancora di saper riconoscere la fastidiosa presenza di un pisello sotto dodici materassi... E le fanciulle, da cento generazioni, invece di invitare i sedicenti principi ad andarsi a comprare una T-shirt e dei jeans, mentre loro si fanno un sonnellino su almeno un paio di quei materassi, tessono, cuciono e si lamentano dello sgradevole presenza di un misero pisellino.
E se c'è stato un tempo in cui le fanciulle sembravano aver rotto la maledizione delle fiabe, che le voleva docili e gentili, alacri tessitrici e garrule interlocutrici di scoiattoli e nanetti, vittime di matrigne arcigne e di padri distratti..eccole lì oggi, di nuovo Rosaspine addormentate nel bosco, in attesa del bacio di un principe, magari pure un po' ranocchio, per risvegliarsi...e poter riprendere a filare!

Cappuccino bicolore.



2 cipollotti freschi
700g piselli da sgusciare
2 patate
olio evo
sale, pepe
mandorle a lamelle
fiori di timo


Sgusciare i pisellini e sbucciare le patate.
In una casseruola far scaldare appena un filo d'olio evo, unire il cipollotto a pezzi e i piselli. Mescolare, coprire d'acqua, salare e far cuocere 10 minuti.
In un'altra casseruola, con un filo d'olio, unire il cipollotto rimanente e le patate a pezzetti. Coprire d'acqua e incoperchiare.
Frullare separatamente le due preparazioni, con un frullino ad immersione. Regolare di sale, unire una bella grattugiata di pepe alla crema di patate.
Versare le creme nei bicchieri, prima quella di patate poi quella di piselli. Decorare con un fiore di timo, o qualche foglietta di menta, e delle scaglie di mandorle. Servire caldo o tiepido.

lunedì 8 febbraio 2010

Il colore del sole! Crema di carote e lemongrass al profumo di zenzero!



E' di nuovo freddo! Ieri c'era un sole primaverile e oggi nuvole bigie oscurano il cielo. Vien voglia di tepore, di plaid e coccole. di una zuppa calda, ma confortante e delicata.
Una crema, magari, con i colori del sole.
E allora apro il frigo, recupero qualche carota...no, non mi basta, la voglio anche stuzzicante, questa zuppetta. Spuntano due bastoncini di lemongrass..l'ideale! E un po' di zenzero, a profumare, ma anche a scacciare il raffreddore...
La zuppa è tutta qui!

Crema di carote e lemongrass al profumo di zenzero.



carote, 500g
lemongrass, 2 bastoncini
zenzero, un pezzetto fresco (o un cucchiaino in polvere)
brodo vegetale
aglio, 1 spicchio
sale
olio, evo


In una casseruola ho messo un cucchiaio di olio evo e lo spicchio d'aglio. Appena l'olio si è scaldato ho aggiunto il lemongrass, spelati e tagliuzzati. Ho aggiunto poi lo zenzero fresco a pezzettini e le carote, ho mescolato un poco per far insaporire e ho coperto con brodo vegetale (o acqua, va benissimo!). Ho salato.
Ho fatto cuocere coperto una ventina di minuti, poi ho frullato con il frullino ad immersione.
Ho scodellato e guarnito con un filo d'olio.
(Potete servire con dei crostini di pane tostato, o ripassato in padella con un poco di olio o burro)

martedì 2 febbraio 2010

La cucina del territorio: zuppa di bianchetti e carciofi.



Sono stata al mercato. Colori e profumi, un tripudio di buone verdure, di frutta succosa, di carni rosate, di pesci argentati. Mi piace girare tra i banchi variopinti, chicchierare con i venditori, farmi largo tra la folla per curiosare, immaginando come cucinare un piatto partendo da un ingrediente...



E oggi al banco del pesce c'erano bianchetti freschissimi, piccoli e lucenti.
Bianchetti o gianchetti, come li chiamiamo noi: sono il novellame di pesce azzurro, la cui pesca è protetta e regolata. Qui in Liguria sono amatissimi e molto antiche sono le ricette per gustare appieno la loro bontà: racchiusi in frittelle leggere e saporite, proposti in frittatine profumate o semplicemente scottati in acqua bollente e conditi con olio e limone, i bianchetti sono una prelibatezza.
Io ve li presento oggi in una zuppetta leggera e gustosa, dal profumo intenso e fragrante. Sono accostati ad un altro prodotto ligure, il carciofo spinoso di albenga. Nella base del piatto, ancora un altro prodotto d'eccellenza: l'aglio di Vessalico, predidio Slow Food. Un poco di prezzemolo, o un ciuffetto di timo selvatico completano la preparazione.



Un piatto del territorio, dunque, di estrema semplicità ma di grande intensità!
Servitelo semplicemente come una zuppa, o come un piacevole antipasto, accompagnato da una bruschetta di pane caldo.
Buon appetito!

Zuppa di bianchetti e carciofi.




400g bianchetti
2 spicchi d'aglio di Vessalico
3 carciofi
un ciuffo di prezzemolo
un ciuffo di timo
2 cucchiai di salsa di pomodoro ( o 2-3 pelati)
olio evo
sale, pepe di mulinello


In una pentola far scaldare 3 cucchiai d'olio evo. Aggiungere l'aglio, poco prezzemolo tritato e poi i carciofi ridotti a lamelle. Far rosolare appena, unire il pomodoro, far insaporire e poi coprire d'acqua, incoperchiare e proseguire la cottura a fuoco basso per 10 minuti.
Unire i bianchetti e le foglioline del timo e spengere il fuoco.Coprire e lasciare qualche minuto a riposare. Regolare di sale, profumare con una macinata di pepe e servire con qualche goccia di olio crudo.

martedì 15 dicembre 2009

Il computer di Sex and the city! La zuppetta di crostacei per la Viglia.



Scusate il ritardo! Certo, è il titolo di un film bellissimo, con un attore e regista tra quelli che certo amo di più , ma è anche la mia richiesta, oggi, dopo tre giorni di accidenti tirati all’ultimo computer della casa, affetto da un virus, che altro che H1N1! Stramazzato e morente, è stato ricoverato in terapia intensiva e la sottoscritta si è sacrificata: eh, insomma!
Oggi mi sono comprata il computer nuovo! Bello, bellissimo! Un portatile…rosa!! Sì, sì, proprio come quello di Carrie in Sex and the city!! E va come un treno! Anzi, come un jet supersonico!
Così festeggio con voi! Oggi vi lascio una ricetta deliziosa per la Vigilia di Natale!



Se volete un piatto da preparare velocemente, non fate questa zuppetta!
Se la preparerete, dovrete poi lavare pentole e padelle, la casa odorerà di pesce e aglio, dovrete lottare con astici e forni bollenti…meglio andare al ristorante!
Ma se vi piace l'idea di un piatto profumato, dall’aroma divino, una zuppetta deliziosamente sapida, raffinata, un’incredibile fragranza di agrumi e finocchietto, allora armatevi di santa pazienza, prenotate i crostacei dal vostro pescivendolo di fiducia, e incominciate a lavorare!

(La ricetta è tratta da un A Tavola di due anni fa, ma è stata, al solito, molto modificata!)

Zuppetta di crostacei all’arancia e zafferano in crosta aromatica.



Ingredienti
2 kg di crostacei misti (scampi, gamberi, gamberoni, 4 piccoli astici)
2 cipolle bianche
2 spicchi d’aglio
1 carota
1 costa sedano
60g burro
1 pizzico di zafferano in polvere
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 scorzette di arancia non trattata
1 ciuffo di prezzemolo
1 ciuffo di finocchietto
Sale, pepe nero di mulinello
Per la copertura di sfoglia:
1 rotolo di pasta sfoglia pronta
1 uovo
1 spicchio d’aglio

Spazzolate e lavate gli astici, legateli a un’assicella in modo che le code rimangano dritte. Portate a bollore abbondante acqua in una pentola e tuffatevi gli astici vivi; mettete il coperchio e cuocete per 1’, togliete il coperchio e proseguite per altri 5’. Togliete dal fuoco e fate raffreddare per 20’. Scolate gli astici, eliminate le assicelle, sgusciate le code e ricavate la polpa (tenete le carcasse da parte).
Portate a ebollizione abbondante acqua in una casseruola e sbollentatevi gli altri crostacei per 2’; scolateli e lasciateli raffreddare. Eliminate teste e sgusciate le code (tenete da parte sia teste sia carcasse).
Tritate finemente le cipolle, fatele appassire dolcemente in padella con 30 g di burro per circa 10’, bagnando, se necessario con poca acqua. In una larga casseruola fate sciogliere il burro rimasto, unitevi le teste e le carcasse dei crostacei e rosolate il tutto a fuoco vivace per 2’. Aggiungete il concentrato di pomodoro diluito con poca acqua, le scorzette di arancia, gli spicchi d’aglio spellati, il prezzemolo e metà finocchietto, la carota, il sedano e le cipolle appassite. Coprite con un litro d’acqua e cuocete a fuoco molto dolce per un’ora, schiumando spesso con il mestolo forato.
Stendete la pasta sfoglia, ricavatene 4 dischi di misura leggermente superiore all’imboccatura delle zuppierine Con i ritagli potrete preparare delle decorazioni.
Togliete il brodetto dal fuoco, filtratelo attraverso un colino a maglia fitta, versatelo in una ciotola e aromatizzatelo con lo zafferano e una macinata di pepe. Unite i crostacei preparati.
Suddividete il preparato in 4 zuppierine individuai o ciotole che possano andare in forno e sigillatene l’apertura con i dischi di pasta sfoglia.
Schiacciate uno spicchio d’aglio attraverso uno schiaccia-aglio (o con un batticarne) e versate la polpa in una ciotolina, in cui avrete sgusciato un uovo. Battete leggermente con una forchetta.
Spennellate la pasta sfoglia con l’uovo all’aglio ed infornate a 180° per circa 10-15 minuti, fino a che la sfoglia sarà diventata gonfia e dorata.
Servite immediatamente.

venerdì 11 dicembre 2009

Il Pranzo di Natale. Consommé à l'Impériale.



A Natale niente esperimenti. Vado su piatti sicuri, già sperimentati. Non voglio sorprese. Ogni anno inserisco, si, qualche novità, ma provata e riprovata nei giorni precedenti, per poter cucinare il Pranzo di Natale senza stress, serenamente, e poter offrire ai miei cari pietanze equilibrate e gradevoli.
Il mio menù del Pranzo di Natale prevede, dopo una serie di antipasti, un primo asciutto, quest'anno sarà il timballo di maccheroni. A seguire una piccola zuppa leggera, un consommé, che prepara ai secondi piatti.
E' un consommé aromatico, gustoso e raffinato, che propone ingredienti pregiati e profumi inebrianti.


Consommé à l'Impériale.



Per il consommé:
2 litri di brodo di carne
150 g di carne di manzo macinata
un albume
4 cucchiai di Madera

Per la guarnizione:
100g ca. di foie-gras
1 tartufo bianco

Per le decorazioni:
pasta sfoglia
miele

Preparate il consommé. Versate il brodo freddo e sgrassato in una casseruola e unite la carne macinata e l'albume. Portate a ebollizione mescolando con una frusta, cuocete a fiamma bassa per 30 minuti e filtrate.
Sul fondo delle tazze da consommé ponete qualche cubetto di foie gras.
Versate il brodo caldo, unite un cucchiaio di Madera per ogni tazza e abbondante tartufo affettato sottilmente.
Servite molto caldo, se volete con qualche decorazione di pasta sfoglia.
Per le decorazioni: ritagliate dalla pasta sfoglia delle piccole stelle o figurine a piacere, utilizzando un tagliabiscotti da 3-4 cm. Spennellatele con un po' di miele e ponetele in forno caldo, a 180°-190° fino a che saranno dorate.

domenica 29 novembre 2009

Domenica. Il pane ai semi e una zuppa profumata..





Una domenica così, un po' piovosa. Il cielo è scuro; c'è più fresco e nessuno di noi ha voglia di uscire. Nè urgenza di fare. E non ci si sente colpevoli di questo ozio tranquillo, ma quieti, rilassati e quasi sereni.
Una giornata giusta per accendere il forno e riempire la casa di profumi, per fare un pane buono, nutriente e allegro, ricco di tanti semi gustosi. Si impasta e si lascia al caldo, a crescere e gonfiare, mentre noi leggiamo un libro, ascoltiamo musica, beviamo un té. Con piccole quiches appetitose. Con una crostata profumata ed invernale. Ma queste ve le racconto un'altra volta!
Oggi vi dico del mio pane fragrante, odoroso di buono. E di una zuppa calda, semplicissima, con cui ho voluto accompagnarlo stasera. Mentre sulla mia città si riversa un temporale forte e rumoroso. Mentre un vento impetuoso scuote le cime degli alberi in giardino. E' inverno. Ma in casa c'è un sole caldo e confortante.


Pane ai semi di lino e girasole:



350g. di lievito madre (di due rinfreschi fatti con farina di grano tenero semintegrale)
350g di farina di grano tenero semintegrale
150 g. di semola di grano duro
300g acqua
1 cucchiaino di malto d'orzo
10 g sale
semi di lino, 2 cucchiaiate
semi di girasole, 2 cucchiaiate generose.



Fare la fontana con la farina, lasciando un bello spazio al centro. Spezzettare il lievito madre e mescolarlo bene con l'acqua fino a scioglierlo, formando una crema. Unire gradualmente la farina, prendendola dall'interno della fontana. Unire il sale, il malto e i semi di girasole e di lino.
Impastare bene sulla spianatoia.
Dividere l'impasto in due. Lavorare ancora ogni singola parte, poi formare una palla. Mettere ogni palla di impasto su un foglio di carta forno e poi in una teglia.
Con una lama affilata praticare un'incisione a croce.
Lasciar lievitare in luogo riparato per circa 5- 6 ore.
Regolare il forno sui 230° e infornare subito, sul fondo, una teglia con acqua calda.
Quando il forno avrà raggiunto il calore, infornare le pagnotte e dopo 10 minuti abbassare il forno a 200°. Lasciar cuocere ancora per circa 25 minuti.



Zuppa d'orzo e lenticchie.



150g orzo perlato
80 g lenticchie
80 g lenticchie rosse
40 g di soia verde
2 cipolle
1 patata grande
1 gambo di sedano
prezzemolo
olio e.v.o.
sale, pepe nero di mulinello



In una pentola mettere l'orzo, le lenticchie, la soia, il sedano pulito, tagliato a dadini, la patata tagliata a cubetti e le cipolle affettate, il sale. Coprire abbondantemente d'acqua e far bollire almeno un'ora e mezza. Condire la minestra con prezzemolo fresco, olio e.v.o. e pepe di mulinello.




Un consiglio appena sussurrato: questo pane è buonissimo soprattutto mangiato così, senza nulla, o con appena un filo di burro buono!

sabato 7 novembre 2009

Comfort food. Crema di cavolfiore e panini speziati.


A me gli avanzi in frigo fan venire i nervi.
Un po' per il lavoro di fantasia che mi tocca sempre fare per "riciclare" pezzetti di pollo, piattini di pasta, ciotoline di riso e verdure, pentolini di minestrina. Non mi va di scaldare e mettere in tavola resti intristiti di pasti passati, ma sto male all'idea di buttare anche solo il fondo di un bicchiere di latte.
Per questo cerco di cucinare dosi calibrate, infornare quantità non più che sufficienti, impastare il necessario.
Ma non ci riesco mai! Ho sempre paura di metter poco in tavola!
E così le cose avanzano. Avanzano, ma non si buttano. Questo no. Per cultura e per rispetto. E allora, quando l'altra sera mi è avanzato un poco dell'impasto utilizzato per la crosta del'arrosto che vi ho descritto nell'ultimo post, l'ho reimpastato velocemente e ne ho fatto piccoli pani speziati e profumati, croccanti e fragranti, da accompagnare ad una zuppetta calda, confortevole e confortante, buona nelle sere fredde e piovose, e con una sua dignitosa rustica eleganza.


Crema di cavolfiore e panini speziati al pepe rosa.

per la crema:

un cavolfiore piccolo
un porro
una cipolla piccola
una piccola patata
una noce di burro
olio e.v.o.

per i panini:
vd qui l'impasto della pasta da pane.


Per preparare la crema, pulire le verdure. Far rosolare in poco burro e olio la cipolla tritata, unire poi il porro affettato, poi il cavolfiore, diviso in cimette. Mescolare bene, aggiungere la patata a pezzi e coprire d'acqua. Lasciar sobbollire fino a che la verdura sarà morbida (circa 40 minuti) Frullare. Condire con un filo di olio e.v.o.. Una spolverata di pepe è concessa. Anzi consigliata!


Per i panini. Prendere l'impasto descritto nel post precedente, cosparso di semini, e reimpastarlo rapidamente. Dividerlo in pezzi di ca 70-90g, formare delle palline, poi ripiegare l'impasto verso il basso, rimboccandolo via via sotto al panino, più volte. Posizionare i panini, così formati, sulla placca foderata di carta forno e praticare dei piccoli tagli sulla superficie. Spennellare con poco olio. Infornare per circa 30 minuti a 200°, a forno già caldo, dopo aver creato vapore, vaporizzando acqua nella camera del forno e posizionando una piccola teglia piena d'acqua sul fondo. Dopo 10 minuti abbassare la temperatura a 180°.

lunedì 19 ottobre 2009

Voglia di coccole. Crema di sedano rapa.


Stasera ho freddo. Sono stanca. Commissioni in centro, pieno di passanti frettolosi e maleducati, di chiasso e confusione, di rumori convulsi, di luci accecanti. Una spesa pesante, tante cose da organizzare, pensieri e fatiche quotidiane: niente di grave. Solo stanchezza. E voglia di tornare a casa, un bagno caldo, una buona cena, due coccole con le bimbe. E allora in cucina, il pensiero di un piatto confortante. Una crema calda, bianca e vellutata. Una coccola soffice e profumata. Che calma il malumore, che conforta lo smarrimento. Che regala qualche minuto di tenerezza.
Domani si riparte: con le preoccupazioni, la salita quotidiana, le piccole grandi bufere.
Ma stasera, un po' di coccole, please.


Crema di sedano rapa.


sedano rapa, 1
cipolla (o porro), 1
patata, 1
burro, 1 noce
olio e.v.o., q.b.
finochietto, barba di finocchio o aneto


Far sciogliere in una casseruola il burro e rosolare la cipolla tagliata a pezzi.
Aggiungere il sedano rapa, pelato e tagliato a pezzetti e farlo rosolare. Unire poi la patata tagliata a cubetti.
Coprire di acqua e salare. Coprire e far cuocere fino a che la verdura sarà morbida, massimo 30 minuti.
Frullare con il frullino ad immersione.
Versare nelle ciotole, condire con un filo d'olio e.v.o. (se avete l'olio all'aglio ursino sarà spettacolare!). Aggiungere un ciuffo di finocchietto selvatico, o la barbetta di finocchio, o aneto.

martedì 6 ottobre 2009

La panacea di tutti i mali… Il brodo di pollo e la "Canja de galinha" brasilera.

canja2

Riemergo oggi da alcuni giorni di assenza… giustificata!
Sono stata a Bordighera, al Raduno delle Forumiste della Community della Cucina Italiana! (Roboante come titolo, eh? )
E’ inutile dire che è stato magnifico: ho conosciuto persone deliziose, allegre, scanzonate, generose, collaborative, complici, affettuose…insomma davvero speciali!



In questi tre giorni ho visitato Apricale, Pigna, Isolabona, ho assaggiato una quantità inverosimile di prodotti locali, ho recuperato ricette e consigli, ho mangiato ottimi piatti in ottimi ristoranti, ho bevuto buonissimi vini di ogni colore, ho cucinato, ho assaggiato tutto, ma proprio tutto, quello che abbiamo cucinato io e le altre …



Dopo tre giorni di gozzoviglie, sono qui conciata come un puré! Sono pure senza voce, il che di per sé non guasterebbe, ma mi fa un male la gola!!
Solo l’idea di mettermi in cucina a cucinare alcunché di solido mi fa ricadere inerte sul primo piano orizzontale disponibile…
Oggi, niente scherzi: ho bisogno di un elisir!
Della panacea di tutti i mali!
Ho bisogno di una tazza di brodo di pollo.
Siete stanche? Vi ritempra. Siete malinconiche? Vi rincuora. Siete influenzate? Vi risana, con i suoi antibiotici naturali… Il brodo di pollo, rimedio antico delle nonne, è un po’ come il tè per gli inglesi. Fa sempre bene! Io lo amo moltissimo, mi coccola, mi consola, mi sostiene, mi rallegra. Nelle serate invernali mi riscalda e mi dà il senso profondo della casa, della famiglia, della serenità.
Ve lo lascio nella semplicità assoluta della versione tradizionale, e in quella, più esotica e davvero deliziosa della Canja, un piatto profumato e delicato, che mangiavo molto spesso in Brasile, dove è molto apprezzato e dove è considerato piatto delle feste.

Canja de galinha.

canjaaa

Brodo di pollo, 2 l.
Un petto di pollo
Carota, sedano, cipolla, aglio
Carote, 2 tagliate a rondelle
Prezzemolo
Riso thai, basmati o altro riso molto profumato
Peperoncino verde piccante 1 più uno per la decorazione.
Olio evo

Far soffriggere dolcemente in una pentola sedano carota e cipolla interi,con lo spicchio d’aglio e il peperoncino non tritato. Unire il petto di pollo intero. Farlo rosolare senza brunirlo troppo. Coprirlo con il brodo bollente e portare a cottura. Togliere il petto di pollo , affettarlo e tenerlo in caldo.
Filtrare il brodo, eliminando le verdure, e unire il riso e le carote a rondelle. Appena il riso è cotto, aggiungere la julienne di pollo, abbondante prezzemolo e servire molto caldo, decorando a piacere con fettine di peperoncino fresco.


Il brodo di pollo.

Pollo, o gallina
Sedano, carota, cipolla, prezzemolo, aglio
Sale
Acqua fredda

Spellare il pollo (meglio la gallina,se la trovate) spellarla e togliere con un coltellino lo strato di grasso in superficie. Lavarla e metterla in pentola con le verdure in acqua fredda. Portare ad ebollizione su fuoco alto, poi abbassare e cuocere per almeno due ore, schiumando spesso. Filtrare il brodo attraverso un colino a maglie fitte ( io lo copro con un tessuto sottile, così viene filtrato ancor meglio) e lasciar raffreddare. Mettere in frigo per almeno 2 ore. Al momento di utilizzarlo, eliminate lo strato di grasso solidificato.
Servire caldo, accompagnato da gnocchetti, quenelle, raviolini o tortellini. Oppure con julienne di verdure, o ancora, delizioso, con frittatine sottilissime tagliate a striscioline.
Ottimo anche per fare il pancotto. Se vi avanza, congelatelo: lo utilizzerete così, o per cuocere un risotto.

martedì 29 settembre 2009

Caffé Babilonia e la zuppa di melagrana!



Questa è una ricetta che riunisce due delle mie passioni : la lettura e la cucina.
La ricetta è tratta da un delizioso libro, letto parecchio tempo fa, di Marsha Mehran , Caffé Babilonia: la storia di tre sorelle , fuggite dall’Iran komehinista , che si rifugiano in un paesino irlandese, piovoso e un po’ pettegolo, dove aprono un piccolo locale. Qui, tra profumi di spezie, colori e sapori esotici, le tre giovani propongono i piatti della loro terra lontana. Zuppa di lenticchie rosse, baklava, dolmeh, orecchie di elefante, pane lavash,e zuppa di melagrana, appunto, sono alcune delle ricette che vengono fornite dall’autrice in apertura di ogni capitolo e che si intrecceranno alle storie che si snodano nel libro: la vita in un Iran che diventa giorno per giorno più minaccioso, cupo e violento; l’orrore per le brutalità che le giovani donne devono subire; la fuga rocambolesca; lo smarrimento all’arrivo in una terra straniera; la forza d’animo, tra entusiasmi, errori, accoglienze e rifiuti, che porterà le tre sorelle a ricostruire la propria vita. Il lieto fine quasi da fiaba, chiude il romanzo, che tocca con grazia e pudore i temi della lontananza dalla propria terra, della difficoltà di integrazione, della diffidenza verso lo straniero, della capacità che hanno le persone di costruire nuovi rapporti, affetti e relazioni,e ci avvolge con il calore della speranza.
Certo Caffè Babilonia non è libro di impegno profondo, a volte scivola pericolosamente sul ciglio del “rosa”, a volte ci affonda un poco, ma recupera rapidamente, con la dignità di una lettura leggera e piacevole.

E' evidente che questa zuppa la dovevo assolutamente provare, visti gli ingredienti!
La zuppa è deliziosa!Profumata, delicatamente esotica, con un retrogusto piacevolmente agrodolce e piccantino. Davvero buonissima! La versione originale, che ho testato, non mi soddisfaceva e così ho modificato un po' dosi e tempi di cottura.

Questa è la ricetta modificata da me e a seguire quella originale dell’autrice .

Zuppa di melagrana (mia versione)





1 grossa cipolla tagliata sottile
1 cipolla piccola grattugiata
2 cucchiai di olio d’oliva
½ tazza di piselli gialli spezzati
10 tazze d’acqua, ca. 2 litri
1 cucchiaino di sale
½ cucchiaino di pepe nero macinato
1 cucchiaino di curcuma
2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
2 cucchiai di foglie di coriandolo fresco tritate
1 cucchiaio di menta fresca tritata
2 scalogni freschi tritati
500 g di carne macinata di agnello
1 tazza di riso basmati
3 tazze e ½ di succo di melagrana
¼ di tazza di zucchero
1 cucchiaio di succo di lime
1 cucchiaio di polvere di angelica

In una pentola capiente fate rosolare la cipolla a fettine e gli scalogni tritati nell’olio evo. Aggiungere i piselli spezzati, l’acqua, ½ cucchiaino di sale, ¼ di cucchiaino di pepe e la curcuma. Portate ad ebollizione. Abbassate il fuoco, coprite e lasciate sobbollire per 10 minuti. Aggiungete il riso, e lasciate sobbollire per altri 15 minuti. Nel frattempo mescolate la carne con la cipolla grattugiata, il sale e il pepe avanzati; preparate delle polpettine e aggiungetele nella pentola insieme a prezzemolo, foglie di coriandolo, menta tritati. Coprite e lasciate sobbollire per altri 10 minuti. Unite il succo di melagrana, il succo di lime, lo zucchero e la polvere di angelica. Cuocete ancora 5 minuti. Servite caldo, accompagnato da una tazza di tè al cardamomo.

Zuppa di melagrana (versione M.Mehran)

2 grosse cipolle tagliate sottili
1 cipolla grattugiata
2 cucchiai di olio d’oliva
½ tazza di piselli gialli spezzati
10 tazze d’acqua
1 cucchiaino di sale
½ cucchiaino di pepe nero macinato
1 cucchiaino di curcuma
2 tazze di prezzemolo fresco tritato
2 tazze di foglie di coriandolo fresco tritate
1 tazza di menta fresca tritata
2 tazze di scalogno fresco tritato
500 g di carne macinata di agnello
1 tazza di riso
3 tazze e ½ di succo di melagrana
¼ di tazza di zucchero
1 cucchiaio di succo di lime
2 cucchiai di polvere di angelica

In una pentola capiente fate rosolare le cipolle nell’olio (e.v) d’oliva. Aggiungere i piselli spezzati, l’acqua, ½ cucchiaino di sale, ¼ di cucchiaino di pepe e la curcuma. Portate ad ebollizione. Abbassate il fuoco, coprite e lasciate sobbollire per 30 minuti. Aggiungete prezzemolo, foglie di coriandolo, menta e scalogno e lasciate sobbollire per altri 15 minuti. Nel frattempo mescolate la carne con la cipolla grattugiata, il sale e il pepe avanzati; preparate delle polpettine e aggiungetele nella pentola insieme agli ingredienti rimasti. Coprite e lasciate sobbollire per 45 minuti.

giovedì 3 settembre 2009

La pasta e fagioli del mio papà.



Nessuno mi può convincere che un tempo le massaie pesassero tutti gli ingredienti prima di cucinare, o contassero le foglie del basilico, prima di fare il pesto...non ci credo! Ci sono preparazioni che richiedono, certo, precisione e dosi accurate, soprattutto in pasticceria, ma i piatti della tradizione, le "ricette del popolo", quelle si fanno a memoria, ad occhio, ed anche " a naso", avvertendo, dal profumo, se la pietanza necessita di qualche aggiunta.
Molti piatti tradizionali cuociono a lungo: il perchè è, credo, da ricercarsi nel duro lavoro che le massaie sbrigavano ogni giorno,nella cura della casa e poi nei campi, o comunque lontano dal camino, dove si lasciavano le pentole di coccio a sobbolire piano piano, nel calore delle braci, per ore. Al ritorno, la famiglia trovava la cena pronta, nel tepore profumato della cucina.
Questa zuppa è quella che mio papà amava di più, seconda solo a quella di pesce! E la voleva densa, tiepida e condita con un filo d'olio crudo. E lo sguardo azzurro rideva, illuminandolo: invariabilmente sosteneva che le ricette antiche sono le migliori e senza meno commentava che la mia pasta e fagioli era migliore di quella di sua nonna!
Non gli ho mai detto quanto questo complimento fosse prezioso per me, ma dall'espressione sorniona..mi sa che lo sapesse!

Oggi l'ho cucinata per il ritorno a casa della mia infortunata, per sentire vicino a me il mio papà, per trovare, stasera, il cibo caldo senza la fatica di doverlo accudire: non ho il camino, ma un fornello a fiamma bassa l'ha sostituito senza infamia!

Pasta e fagioli.



Ingredienti per 8 persone

500g (o più)di fagioli secchi "lumé" (borlotti)
3 spicchi d'aglio ( o quanto vi piace!)
2 ciuffi folti di rosmarino
1 fondo di prosciutto crudo
concentrato di pomodoro q.b.
1/2 bicchiere di vino rosso
pasta fresca "mal tagliata"
sale
pepe nero di mulinello
olio extravergine d'oliva


Mettere a bagno i fagioli in acqua fresca per una notte.
Il giorno seguente preparare un trito con uno spicchio d'aglio e rosmarino in abbondanza.
Tagliuzzare grossolanamente a coltello metà del fondino di prosciutto.
In una pentola capace scaldare una quantità generosa di olio extravergine, unire i due spicchi d'aglio e far rosolare piano. Aggiungere il trito, mescolare e unire il prosciutto crudo spezzettato e quello intero. Unire un po' di concentrato di pomodoro e mescolare. Far insaporire bene e bagnare con il vino. Far asciugare un poco e spegnere. Lasciar intiepidire la preparazione o i fagioli, uniti al composto caldo, resteranno duri senza speranza (in Liguria si dice che "si impettano", cioè si offendono!!)
Appena il soffritto si è intiepidito, unire i fagioli, mescolare bene e rimettere su fuoco medio, unendo, dopo qualche minuto, acqua tiepida. Io considero 4 parti di acqua per 1 parte di fagioli, ma è un'indicazione davvero "a occhio".
La zuppa deve cuocere a lungo, sobbolendo appena, per circa 3-4 ore. A questo punto, con una schiumarola, raccogliere una parte di fagioli e schiacciarli con una forchetta: ripetere questa operazione due o tre volte.
Unire la pasta fresca, tagliata a rombi irrregolari, o "strappata" a mano. Completare la cottura (ci vorranno pochi minuti). spegnere e lasciare intiepidire. Condire con un filo di olio extravergine e una generosa macinata di pepe nero.

mercoledì 29 luglio 2009

Grenada e una zuppa di zucca al cocco.


Qualche anno fa, durante un viaggio splendido tra paesaggi tropicali e mari di cristallo, sono sbarcata in un’isola piccola, lussureggiante, dal magico profumo di noce moscata.
Le sue spiagge bianchissime, il cielo immenso, le colline così a ridosso della piccola città che ricordano un paesaggio ligure, le persone gentili e solari che la abitano, la luce chiara e i colori smaglianti: tutto, di Grenada, mi è rimasto nel cuore.
E nell’isola ho incontrato una giovane donna italiana, che anni fa ha lasciato la sua casa e il nostro Paese per trasferirsi in quell’angolo di paradiso. Il racconto del suo nuovo stile di vita è emblematico per ricordarci quanto superfluo ingombra la nostra quotidianità. Indossa abiti pratici e semplici e sandali graziosi, abita in una splendida, essenziale, confortevole casa di legno su una spiaggia d’incanto, ai margini di una foresta canora di piccoli pappagalli colorati. Non ha nulla di più o di meno di quel che serve: ha un sorriso sereno, lo sguardo luminoso e il sorriso immediato. Accompagna turisti spesso capricciosi, spiega la storia dell’isola, racconta di spezie, di schiavi, di povertà e lacrime, di riscatto ed orgoglio. Sempre con voce pacata, gentile. E racconta, di quelli che furono schiavi, la cucina povera e buona:il pesce, le verdure, i profumi di frutta matura.
E mi ha detto di fare una zuppa speciale, a me che amo la zucca. Con cocco, e noce moscata. Che rivela tutti gli intensi profumi dei Caraibi.


Zuppa speziata di zucca e latte di cocco.


500g zucca gialla
1l. brodo di pollo filtrato
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
2 coste di sedano bianco
200g latte denso di cocco
1 mazzetto di cilantro (coriandolo fresco)
2 peperoncini verdi dolci
Noce moscata q.b.
Olio e.v.o., sale, pepe bianco

Pulire e decorticare la zucca, tagliarla a pezzetti. Affettare la cipolla. Tritare metà mazzetto di cilantro e tagliare a tocchetti il sedano.
In una casseruola versare qualche cucchiaio di olio e far rosolare l’aglio, la cipolla , il sedano. Unire una cucchiaiata di cilantro tritato. Aggiungere la zucca e rosolare piano. Coprire con il brodo di pollo e portare a metà cottura. Aggiungere il latte di cocco, salare e pepare. Far terminare la cottura (in tutto circa 30 minuti ca.). Versare nelle ciotole, spolverare di noce moscata, decorare con il peperoncino dolce a fettine sottili, fogliette di cilantro e un filo d’olio.

venerdì 26 giugno 2009

Meduse. E Zuppa di Ajo blanco



Sono al mare con le mie figlie, due. Una è la mia secondogenita, l'altra la mia "figlia temporanea", venuta da lontano. La terza, che sarebbe la mia primogenita, è grande, va e viene dalla città, presa da molti interessi e mille responsabilità. La quarta, la più piccola, anche lei originaria di quel paese lontano, quest'estate non è potuta venire da noi.
Sono al mare, ma il tempo è inclemente. Una cappa nuvolosa e umida, che non impedisce alle ragazze tuffi in un mare piombigno, scansando sciami di meduse depresse e suicide. Mi scuserete se, in questi ultimi giorni, frequento poco il blog, e la rete in generale. Un po' per le figlie a tempo pieno, un po' per la caduta di adrenalina che portano con sè i primi giorni di vacanza: una sorta di ebetitudine, di voglia di fare assolutamente nulla. Di cucinare poi, ma neanche un uovo sodo! che, si sa, si fa da solo.
Quando ho deciso di aprire il blog, però, mi ero ripromessa di non marinare (da queste parti si dice così, altrove è bigiare o fare sega o bossare), insomma di non saltare gli appuntamenti con queste pagine. E così oggi metto qui una ricetta di una zuppa estiva che mi piace da morire. L'ho assaggiata la prima volta a Madrid, qualche anno fa, in occasione di un viaggio in una Spagna bellissima e vitale. Mia figlia grande - eh lo so, ma che ci volete fare, io le adoro le mie figlie, e spesso parlo di loro..se vi annoio ditelo, eh! - mia figlia grande, dicevo, viveva ad Alicante per il suo anno di Erasmus e, durante le vacanze di Pasqua, ci siamo concesse un viaggio di famiglia attraverso una Spagna fiorita e grandiosa.
E a Madrid ho mangiato questa zuppa fredda, profumata e deliziosa. Potete gurnirla, come qui, con cubetti di melone gelato, oppure con acini d'uva bianca spellati, con mandorle ridotte a lamelle, ecc. Servitela molto fredda: sarà un successo.



SOPA DE AJO BLANCO




250 gr. pane bianco raffermo

acqua tiepida per ammorbidire il pane

150 gr. Mandorle pelate

3 spicchi d'Aglio

1,5 l. acqua fredda

200 cc. Olio d'oliva

Aceto qualche goccia (facoltativo)




Ammorbidite il pane in acqua tiepida. Frullare molto bene le mandorle con l'aglio e un poco di sale. Strizzate il pane ed unitelo alle mandorle continuando a frullare bene, in modo da ottenere un impasto cremoso. Continuando a frullare, unite l'olio a filo – come se fosse una maionese – e poi, se piace, un po' d'aceto ma solo poche gocce. Quando gli ingredienti saranno completamente amalgamati unite poco a poco l'acqua molto fredda, in modo da avere una crema morbida. Non è necessario aggiungere tutta la quantità : regolatevi a piacere con la consistenza.

Va servita molto fredda.

mercoledì 22 aprile 2009

Crema leggera di fave, pisellini e cipollotti.





Una ricettina veloce, facilissima, povera….ma tanto buona.
Con questo tempo capriccioso, che ci innaffia quotidianamente e ci nega i raggi tiepidi del sole, una zuppetta delicata, confortante, con tutti i freschi profumi della Primavera:

Crema leggera di fave, piselli e cipollotti.

Ingredienti:

2 tazze di pisellini freschi,
1 tazza di fave fresche sbucciate,
2 cipollotti di Tropea,
1 zucchina con il fiore,
1 ciuffo di origano fresco,
olio e. v., sale




Rosolate dolcemente in poco olio i cipollotti tritati, unite la zucchina tagliata a dadini, i piselli, le fave. Coprite con acqua, salate e fate sobbollire per circa 20 minuti, coperto. Frullare con il frullatore ad immersione, aggiungete abbondanti foglie di origano fresco ( se non lo trovate usate la maggiorana) e condite con un filo d’olio.
Io l’ho mangiata così, senza pasta o crostini.
E’ dolce e coccolante!