Visualizzazione post con etichetta primi;gnocchi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta primi;gnocchi. Mostra tutti i post

martedì 25 maggio 2010

Un "menù gourmet" per due, a meno di 15 euro!



Ultimo giorno, ultimo minuto! Come al solito a rischio infarto, ma ci sono arrivata!
Questo è il mio menù per la Cena Gourmet di Giulia!
Mi sono divertita da morire e ho imparato un sacco di cose!
Ho scoperto che è molto più semplice e pratico cucinare per 4 piuttosto che per 2!
Ho scoperto che “pensavo” di essere attenta ai costi: ma per preparare questo pranzo mi sono davvero dovuta tramutare in una contabile!
Ho scoperto che è difficilissimo conteggiare il costo di 5 mirtilli, di ¼ di uovo o di una goccia di Gran Marnier.
Ho scoperto che mi sono divertita un sacco a studiare il menù, a sfogliare libri e giornali di cucina, a mettere in croce negozianti e commesse con calcoli difficili e lunghissimi .
Premetto che ho fatto acquisti nel supermercato e dai fornitori dove mi servo solitamente: ho scelto prodotti di medio prezzo, concedendomi anche qualche scelta bio (biscotti e ricotta) e degli scampi freschi.

L'antipasto è in realtà un aperitivo, ispirato all'Americano solido di Moreno Cedroni. Ma la scelta del Bloody Mary mi sembrava più fresca ed estiva, così colorata ed allegra.
Accompagno l'aperitivo con degli involtini di foglie di vite ripieni, mediterranei e profumati: un piatto di origine mediorientale, presente, anche se con ingredienti diversi da questi, anche nella mia regione.

Il piatto di mezzo è ispirato a quello di Claudio Sadler, che a me piace davvero molto.
Gli gnocchetti sono preparati con il paté di olive taggiasche, tipico ligure.
Ho utilizzato al posto del condimento di pomodoro presente nella ricetta originale, un fondente alle fave fresche, che in Liguria si chiama Marò.

Per il dolce ho ripescato una ricetta della Cucina Italiana dell'estate del 1999. L'ho preparata molte volte, nella versione torta: questa volta ho preferito presentarla come miniporzione, riducendo il supporto di biscotti e burro da “guscio” a semplice “base”.



Aperitivo: Bloody Mary solido con involtini di riso Thai con pinoli e uvetta in foglie di vite.


Per il Bloody Mary solido.



Succo di pomodoro, 250ml (2 bottigliette)
gelatina, 1 foglio
worcestershire sauce, 1 cucchiaino
sale, pepe, succo di limone

Vodka, 85 g
gelatina, ½ foglio

sedano, 2 gambi sottili e teneri per decorare.

Versare il succo di pomodoro in una ciotola. Condirlo con sale, pepe, succo di limone e salsa Worcester.
Ammollare la gelatina in acqua fredda.
Scaldare in un pentolino 12 g di acqua, senza farla bollire, poi levare dal fuoco e scioglierci la gelatina.
Versare il succo di pomodoro condito , pian piano, nella gelatina calda. Versare il composto in un contenitore largo, meglio a base non rotonda ( una piccola teglia ad es. ) in modo che raggiunga ca un cm di spessore. Lasciar raffreddare poi riporre in frigo per ca 6 ore.

Ammollare la gelatina. Scioglierla in ca. 10g di acqua molto calda. Versare la vodka, goccia a goccia, nella gelatina. Mescolare bene. Versare in uno stampo quadrato o rettangolare in modo che raggiunga ca. 1 cm di spessore.
Lasciar raffreddare e riporre in frigo per ca 6 ore.

Composizione:

Con un coltello affilato tagliare le gelatine a quadrettini di ca. 1 cm. Con una spatola sottile sollevare i quadretti.
Nel bicchiere da cocktail creare un fondo di quadretti di gelatina al pomodoro, coprire con la gelatina alla vodka. Spolverizzare di pepe bianco e decorare con un gambo sottile di sedano.

succo pomodoro 0,61
worcester 0,10
gelatina 0,25
vodka 1,00
sedano 0,05

totale 2,06



Per gli involtini di foglie di vite.



foglie di vite grandi e fresche, 6
riso Thaibonnet, 60g
pinoli, 10g
uvetta, 20g
cipolla, 25g (¼ di cipolla circa)
burro, 25 g
brodo vegetale, ca. 500g
3 foglie di menta fresca
un ciuffetto di aneto
la punta di un cucchiaino di curcuma
succo di limone
sale, pepe

Lavare bene le foglie di vite. Tuffarle ad una ad una in acqua bollente, per pochi secondi, poi passarle in acqua ghiacciata per 30''. Stenderle ad asciugare su un telo pulito.
Tritare la cipolla e farla stufare lentamente in casseruola con il burro, senza farla imbiondire.
Unire il riso e mescolare bene.
Coprire con brodo vegetale e continuare la cottura per circa 10', mescolando spesso.
Lasciar raffreddare. Unire i pinoli, leggermente tostati cosicché rilascino il loro olio profumato, e l'uvetta ammollata in acqua tiepida. Tritare la menta e l'aneto e mescolarli al composto. Condire con uno spruzzo di succo di limone. Spolverizzare di curcuma.
Disporre un cucchiaio di ripieno su ogni foglia di vite e avvolgete bene, in modo da ottenere degli involtini ben chiusi.
Disporre gli involtini in una casseruola, foderata da foglie di vite, e copriteli con il restante brodo. Spruzzate poco succo di limone e condite con un filo d'olio. Coprite la casseruola, portate e bollore, poi abbassate la fiamma e lasciate sobbollire pianissimo per circa 40 minuti.
Lasciate raffreddare.

foglie di vite 1,70
riso Thai 0,10
pinoli, 0,40
uvetta 0,07
cipolla 0,02
sapori per brodo 0,50

totale 2,29

totale antipasto 4.35



Gnocchetti di olive taggiasche, fondente di fave fresche e scampi.



Pane grattugiato, 60g
farina, 40g
paté di olive taggiasche, 30g
uovo, ¼
Scampi, 4
rosmarino, 1 ciuffo
aglio, 1 spicchio
pomodori, 2
fave , 300 g
peperoncino, q.b.
Basilico, un ciuffo
Sale, pepe, olio evo.


Fare la fontana con la farina e il pane grattugiato. Mettere nel centro il paté di olive, il quarto di uovo (sbattere un uovo intero in una ciotola e prelevarne la quarta parte) mezzo cucchiaio d'olio evo profumato ( scaldate l'olio in un pentolino e fate rosolare pianissimo, senza friggere, un poco di rosmarino e un pezzettino d'aglio). Impastare con un poco di acqua tiepida e una macinata di pepe. Ricavate degli gnocchetti piuttosto piccoli.
Spellate i pomodori, eliminate i semi e l'acqua di vegetazione e riduceteli in piccoli pezzi.
In una casseruola scaldate un poco di olio evo con l'aglio rimanente, unite la dadolata di pomodoro e scaldate per 2 minuti.
Sgusciate le fave e sbucciatele. Conditele con olio evo, unite un cucchiaio d'acqua, un poco di sale e frullate.
Sgusciate gli scampi e fateli lessare a vapore per 3 minuti.
Lessare gli gnocchetti. Ripassateli appena in padella con i dadini di pomodoro . Con l'aiuto di un anello d'acciaio, formare un tortino con gli gnocchetti, contornate con il marò di fave fresche, guarnire con gli scampi e un poco di basilico fresco. Spolverare con peperoncino.

Pane grattugiato 0,12
farina 0,01
paté olive 0,21
1/4 uovo 0,07
scampi 5,00
aglio 0,03
fave fresche 1,00
pomodori 0,60

totale 7,04


Piccole bavaresi di ricotta alla frutta fresca.



Biscotti secchi, 35g
burro, 30g
mandorle, 25g
Gran Marnier, 1 goccia
ricotta, 125g
panna montata, 75g
zucchero, 25g
gelatina, 1 foglio
vaniglia, 1 bacca (riutilizzabile)

Frutta per guarnire:
lamponi, 4
mirtilli, 5
fragole, 2
pesca, 2 fettine

Base: Passare nel mixer i biscotti con le mandorle. Mettete il composto in una ciotola e impastatelo con il burro fuso e una goccia di Gran Marnier.
Appoggiate un disco di metallo a cerniera,di circa 6 cm, su un fondo metallico rivestito di carta forno ( io ho utilizzato una teglia), spalmate l'impasto sul fondo, creando un disco alto circa 1 cm.
Preparatene una uguale. Mettete in frigo a solidificare.

Bavarese: Stemperate la ricotta. Preparate uno sciroppo bollendo per 3 min. 100 g di acqua con lo zucchero e 1 bacello di vaniglia intero. Scioglietevi ora la gelatina, già ammorbidita in acqua fredda e ben strizzata. ( recuperate la bacca di vaniglia, sciacquatela e fate asciugare. Potrete riutilizzarla ancora)
Incorporare lo sciroppo gelatinato alla ricotta, filtrandolo attraverso un colino.
Appena la ricotta inizierà ad addensarsi, amalgamatevi la panna già montata e versate il composto sulle basi di biscotti nell'anello. Tenete le bavaresi in frigo per 6 ore.
Guarnizione: trascorso il tempo necessario, togliete i dolci dal frigo e liberateli dagli anelli d'acciaio
Guarnite le bavaresi con la frutta, intera e a spicchi e con ciuffetti di menta fresca.

biscotti secchi 0,07
burro 0,16
mandorle 0,26
ricotta 0,69
panna montata 0,32
zucchero 0,02
gelatina 0,37
frutta 1,50

totale 3,39



il totale della cena Euro 14,78



Uffa, ce l'ho fatta! I conti sono a posto, la cena è stata cucinata...e mangiata!
E non è ancora mezzanotte!!!

giovedì 25 febbraio 2010

Gnocchetti di farina di Roveja con carciofi e bottarga al profumo d'arancia.



Non avevo neppure idea che esistesse, questa farina antica e saporita.
L’ho trovata, per caso, alla coop, l’altro giorno. Presidio slow food, perbacco!! Non potevo lasciarla lì, abbandonatissima in un cesto, un po’ appartata, quasi in esilio..
Sono andata a cercare nel web qualche di notizie sulla roveja che altro non è che..il pisello odoroso, il pisellino selvatico, che fa fiori così belli e profumati! (Erano la mia passione, da piccola, tanto che la mia mamma me ne aveva ornato la casa per la festa della mia prima comunione!)



foto slow-food

La roveja è un piccolo legume simile al pisello, dal seme colorato che va dal verde scuro al marrone, grigio. Nei secoli passati era coltivato su tutta la dorsale appenninica umbro-marchigiana, in particolare sui Monti Sibillini, dove i campi si trovavano anche a quote elevate: la roveja è resistente anche alle basse temperature, si coltiva in primavera-estate e non ha bisogno di molta acqua. Cresce anche in forma spontanea, lungo le scarpate e nei prati, ma nei secoli passati era protagonista dell'alimentazione dei pastori e contadini dei Sibillini con altri legumi poveri quali lenticchie, cicerchie, fave. Proprio perché cresce da sempre anche selvatico alcuni ricercatori sostengono che si tratti di un progenitore del pisello comune. Secondo altri invece è una vera e propria specie (Pisum arvense) differente da quella del pisello (Pisum sativum), in ogni caso la classificazione botanica è ancora indefinita. Esiste invece un totale accordo sulla sua valenza nutritiva: è molto proteica, in particolare se consumata secca, ha un altro contenuto di carboidrati, fosforo, potassio e pochissimi grassi. Oggi è stata pressochè abbandonata ovunque e resistono solo pochi agricoltori nella val Nerina, in particolare a Cascia dove, in una località chiamata Preci, c'è una fonte detta dei rovegliari.
In questa vallata la roveja si semina a marzo a un'altitudine che va dai 600 ai 1200 metri e si raccoglie, falciandola a mano, tra la fine di luglio e l'inizio di agosto. La battitura è simile a quella della lenticchia: quando la metà delle foglie è ingiallita e i semi sono diventati cerosi, si sfalciano gli steli e si lasciano sul prato ad essiccare.
Quando l'essicamento è completato si portano sull'aia e si trebbiano. Si deve poi liberare la granella dalle impurità con una ventilazione che avviene con setacci.
La roveja, detta anche roveglia, rubiglio, pisello dei campi, corbello, si può mangiare fresca oppure essiccata, in questo caso diventa un ottimo ingrediente per minestre, zuppe. Macinata a pietra, si trasforma in una farina dal lieve retrogusto amarognolo che serve per fare la farecchiata o pesata: una polenta tradizionalmente condita con un battuto di acciughe, aglio e olio extravergine di oliva, buona anche il giorno successivo, affettata e abbrustolita in padella.


Oggi ho preparato degli gnocchi,(ma sto pensando di farne presto tagliatelle...)e ho pensato di condirli con i carciofi, che bene si sposano al gusto un po' amarognolo della farina, e di irrobustire il sapore con un po’ di bottarga! L'arancia, presente nel fondo di carciofi e poi grattugiata sul piatto, rilascia un buon profumo delicato ed agrumato!
A noi sono piaciuti moltissimo, provate, e fatemi sapere!!

Gnocchi di farina di Roveja con carciofi e bottarga al profumo d'arancia.



Per gli gnocchi:

patate vecchie, ca. 700g
farina di roveja, ca 200g

per il condimento:

carciofi di Albenga, 4
prezzemolo, un ciuffetto
succo di mezza arancia
buccia d'arancia grattugiata q.b.
bottarga grattugiata, q.b.
aglio, 2 spicchi
peperoncino, se piace
olio evo

Lessare le patate, sbucciarle e passarle allo schiacciapatate. Impastarle ancora calde con la farina di roveja . Se preferite usate metà farina di roveja e metà farina 0: io ho usato tutta farina di roveja e sono venuti ottimi!
Preparate gli gnocchi come al solito.

In una larga padella fate imbiondire due spicchi d'aglio e, se vi piace, aggiungete un piccolo peperoncino rosso.
Unite i carciofi, puliti e tagliati a lamelle non troppo sottili. Fate saltare per due minuti, poi unite il prezzemolo tritato e il succo di mezza arancia. Lasciate cuocere pochi minuti, 6 o 7 direi. Intanto lessate gli gnocchi. Scolateli con una schiumarola, trasferiteli delicatamente in padella e mescolate.
Impiattate, poi grattugiate una buona quantità di bottarga e spolverate con la buccia d'arancia.

giovedì 5 novembre 2009

Profumi e balocchi. Gnocchetti di zucca, con trevisana e noci.


Che giornata!
Iniziata con i colloqui con i professori a scuola della fotografa, tutto benino grazie, e poi su e giù, per commissioni, uffici e code in posta, tra autobus e arrampicate a piedi, per le crôse di questa città in salita, verticale, dall’acqua al cielo e ritorno!
Ora si riparte. Di nuovo in centro, perché la figlia grande non ha niente, ma proprio niente da mettersi: non ha scarpe, non ha cappotto! E se guarda bene, le mancano pure golfini e collants! Insomma una tragedia!
Ho solo il tempo di lasciarvi un piatto di gnocchetti caldi caldi, profumati e molto semplici.
E una canzone di un tempo lontano, che mi sembra in tema con la giornata!!

Mamma
mormora la bambina
mentre pieni
di pianto ha gli occhi
per la tua piccolina
non compri mai balocchi
Mamma tu compri soltanto
i profumi per te

.
Ecco, la ragazza è pronta ad uscire!
Vado! Baci!

Gnocchetti di zucca con noci e trevisana


800g di polpa di zucca, 70g di ricotta romana, 200g farina oo, 1 uovo, farina per la spianatoia, sale.
Per condire: 2 cespi di radicchio di treviso, 80g gherigli di noci, 30g burro, 1 spicchio aglio, sale, pepe. Noce moscata a piacere.

Dividete la polpa della zucca a pezzi e cuoceteli in forno caldo, a 180°, per 30min ca. finché la zucca sarà diventata tenera.
Passatela calda allo schiacciapatate e unite la ricotta, alternandola alla farina.
Legate il composto con l’uovo, salate e amalgamate con cura, finchè tutto sarà sodo e omogeneo.
Fate riposare l’impasto, avvolto nella pellicola, per circa mezz’ora.
Formate gli gnocchi, schiacciateli leggermente sul retro di una grattugia.
Pulite la trevisana, tagliatene 2/3 a tocchetti.
Fate sciogliere il burro in una padella, rosolate l’aglio e poi la trevisana a tocchetti e le foglie. Aggiungete i gherigli di noce. Se piace, grattugiate un po’ di noce moscata.
Cuocete gli gnocchi in acqua bollente salata, scolandoli appena vengono a galla e passateli velocemente nella padella con il condimento. Saltate per 2 minuti e trasferiteli nei piatti.

venerdì 23 ottobre 2009

Un tranquillo week end di paura! Gnocchetti di castagne con ragù di funghi porcini



Sono una mamma come le altre! Mi preoccupo per raffreddori e compiti in classe, ho spennellato ginocchia sbucciate con rosse tinture, e gole arrossate con medicine blu. Ascolto racconti di amicizie per la vita e di amori sognati, infranti, attesi...Ho accarezzato fronti che scottavano di febbre, ascoltato porte che sbattevano per rabbia, riso di battute impossibili e barzellette terribili, mi sono commossa a recite dell'asilo e prove di danza, partite di pallavolo ed esami di maturità! ma perché, in tutti questi anni, non ho mai perso l'orribile vizio di chiedere alle mie figlie: Per il vostro compleanno, volete invitare i vostri amici per il weekend?
Ma a me, chi me la fa fare? E' cominciata quando la mia figlia grande era alle elementari, per festeggiare, in realtà, la fine della quinta!! Due giorni, 28 bambini. Poi è continuata con le medie, e poi i quattro giorni quattro della festa dei diciotto anni, con 90 ragazzi. Nel frattempo, ovviamente, gruppi più piccoli di giovani che andavano e venivano per le motivazioni più disparate (gli scout, il rugby, la politica) ed anche senza!
Si è ricominciato, è ovvio, con la piccola ed i suoi amici...
E domani, festa di compleanno.. trenta quindicenni trenta! Aiuto!!

Capite bene, quindi, che oggi sarò un po' impegnata! Ho due cosine da cucinare!!
E quando preparo una festa, finisce che a casa si mangiano due toast e via.

Quindi vi beccate la ricetta dei gnocchetti di castagne che ho fatto l'altro giorno, di cui avete già visto le foto, e state bravi, accontentatevi così.
Poi tornerò più assidua e diligente.
Poi. Forse. Se sopravvivo....


Gnocchetti di castagne con ragù di funghi porcini.



800g patate vecchie
100 g farina
100g farina di castagne
sale

funghi porcini, 4 grandi e sodi
olio e.v.o.
aglio, 2 spicchi
timo, un ciuffo (ma se preferite il prezzemolo va bene lo stesso)


Lessare le patate con la buccia (io uso la pentola a pressione, se no potete farlo a vapore). Spellarle ancora calde, passarle e impastarle velocemente sulla spianatoia con le due farine e un pizzico di sale.
Formare poi gli gnocchi di pezzatura piutosto piccola e rigarli come d'abitudine, con la forchetta, con l'apposito aggeggino o sul retro della grattugia del parmigiano, come faccio sempre io.

In una larga padella scaldare l'olio, con gli spicchi d'aglio. Aggiungere i funghi porcini, puliti e tagliati a pezzetti, non troppo piccoli.
Far saltare velocemente, poi continuare la cottura a fiamma media, sempre controllando e movendo la padella, senza mescolare troppo. Unire il timo.
Lessare gli gnocchi, scolarli e passarli nella padella del condimento per insaporirli bene.
Servirli caldi, ovviamente!!

martedì 19 maggio 2009

Luci e colori...ricci e sapori!




Oggi tutto è smagliante. Il cielo pare laccato in azzurro schietto. Il sole scalda le vie in salita di questa città salina, luminosa e netta, in questa mattina di maggio così calda. Le colline, alle spalle, riversano sul mare l’intensità degli odori di ginestra, di gerani e glicine. E i colori dei rampicanti si stagliano decisi sui muri grezzi, che provano a celare giardini nascosti e segreti.
Scendo per i vicoli ombrosi, rovesciando la testa per scorgere la luce abbagliante, che so mi aspetta, appena sgusciata nella piazza ampia, spruzzata dalla fontana centenaria. E’ bella, questa città schiva ed altera, popolana e sprezzante false lusinghe.
E nell’incanto della mattina, arrivo ad un mercato che riluce di colori ed odori, di variopinte verdure , di voci allegre, di pesci iridescenti . E mi fermo, incantata da ricci lucenti nel nero smaltato degli aculei, che ondeggiano appena, fragranti di mare.



Gnocchetti al nero di seppia, con gamberi e ricci di mare su crema di ceci.


Per gli gnocchi: 700 g patate, 200 g. farina, 1 uovo, sale, 1 vescica di nero di seppia

Per il condimento: la polpa di 16 ricci di mare, 8-12 gamberi , prezzemolo, aglio, vino bianco, 1 peperoncino, olio e.v.

Per la crema di ceci: 100g ceci secchi, olio e.v., aglio, rosmarino




Per gli gnocchi:
Lessare le patate con la buccia, passarle ancora calde allo schiacciapatate, impastare con l’uovo e la farina, il nero di seppia e il sale. Formare degli gnocchetti. Infarinarli leggermente. Coprirli con un canovaccio.


Per il condimento:
Estrarre la polpa dai ricci, metterla in una ciotolina.
Scaldare abbondante olio e.v. in una larga padella. Unire lo spicchio d’aglio, il peperoncino e il prezzemolo tritato. Unire i gamberi (8 o 12, a seconda della grandezza, ne vanno due o tre a persona)
Fate saltare velocemente, sfumare con vino bianco. Spegnere e tenere in caldo.

Per la crema di ceci: mettere a bagno i ceci la sera precedente. Farli bollire in acqua non salata, con aglio e un ciuffo di rosmarino. Quando saranno morbidi scolarli e frullarli con olio, qualche ago di rosmarino fresco, sale e pepe. Unire un po’ d’acqua di cottura per ammorbidire la salsa.


Impiattare: Gettare gli gnocchi in acqua bollente salata, scolarli e ripassarli pochi secondi nella padella del condimento, unendo la polpa dei ricci.

Versare la crema di ceci a specchio sui piatti, disporre gli gnocchi conditi al centro.
Spolverizzare con prezzemolo.