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martedì 18 maggio 2010

Un viaggio a Siena.

Un viaggio a Siena a trovare amici speciali.



Una terra d'incanto, fatta di curve morbide e dolci, di bellezze antiche e fiere, di borghi intatti nel tempo e nella storia, di cibi antichi, rituali vivi nella memoria e nel cuore, di vini preziosi, vellutati e maschi.
Qualche giorno magico, sospeso nel tempo, lento e dolce nello scorrere delle ore, accarezzato dai colori della terra antica, del verde fresco dell'erba e delle gemme, dai profumi intensi dell'acacia, dalla pioggia sottile, un po' infida che ha cercato, invano, di guastarci la festa.
Qualche foto che racconta di un Poggio, aggrappato ad un cielo incredibilmente ampio e proteso verso un orizzonte inafferrabile..



Costruzioni di pietra, che sorridono allo scorrere placido del tempo, dolcemente appoggiate a botti capienti, a fiori profumati, a spazi ordinati e sereni...



Interni luminosi ed accoglienti, in attesa..



Vini pregiati, rari, preziosi, morbidi e avvolgenti, dai profumi intensi...e il sorriso complice, di chi sa...



Borghi antichi si ergono fieri e bellissimi, spingendo lo sguardo lontano, attraverso le distese verdi dei campi




Acciottolati ripidi, curati dalle mani dell'uomo, che rispetta e fa rivivere pietre e piccole piazze



riapre e ridà vita a botteghe antiche...


Nel piccolo borgo, un sorriso ironico e sapiente ...


E poi, scivolando su vie di campagna che si srotolano tra vigne e grappoli di acacia, arriviamo a Siena, dorata e quieta, elegante e bellissima...





E per il Corso, il corteo scanzonato degli Universitari, chiassosi e buffi..



poi botteghe raffinate, di erbe, di spezie, di carta preziosa, di cibi superbi..



Poi ancora in campagna, da un produttore gentile e sapiente, colpito rabbiosamente dalla vita con un bastone nodoso, eppure pacato e paziente nel parlare di vino, di uve pregiate, di botti antiche




E la spesa è stata grande, avremo vino per l'inverno.

Poi uno spuntino gustoso, nell'antico Bar dell'Orso...


E ancora si sale, verso mura possenti, a guardia di un gioiello raro, sotto una pioggia fitta fitta, che non riesce a nascondere la bellezza incantevole, che porteremo nel cuore.









(1. continua)

mercoledì 24 febbraio 2010

Un week end a Catania.




Chiariamo subito! Se volete un post sulle bellezze artistiche, architettoniche, naturalistiche di Catania (e ce ne sono moltissime: meritano un lungo tranquillo soggiorno, che io ho già avuto modo di compiere l'anno scorso ) non andate oltre!
Il mio lungo week-end catanese è stato all'insegna della cucina e del cibo! Dapprima nella preparazione della festa di compleanno dell'Anonima Etnea, di cui vi ho già detto, poi in piccoli assaggi e curiose incursioni in pasticcerie, bar, negozietti, putìe, chioschi. Una meraviglia!

La giornata inizia nel cuore della città barocca, a pochi metri da piazza del Duomo, dove la bellissima piazza San Placido accoglie un negozio affascinante e indimenticabile: I Dolci di Nonna Vincenza.

Entriamo dalla raffinata porta a vetri




e ci troviamo a respirare un'aria di casa, di interno borghese di fine Ottocento:


con i rosoli preziosi:



nel laboratorio



e un'aria profumata di vaniglia e di cannella.












Usciamo, a malincuore, ma dopo aver fatto abbondante scorta di delizie.

Lì accanto, affacciata su Piazza San Placido,



un’ antica cereria, che produce artigianalmente candele, torce a vento e i ceri pesantissimi per la Festa di S.Agata, che possono arrivare a superare i 100 kg e devono essere trasportati rigorosamente a braccia! Accesi, ovviamente!



Scendiamo verso l'antica piazza Alcalà, oggi piazza Borsellino, costeggiando lo splendido imponente Palazzo Biscari (forse l'avete visto anche voi...è stato recente location del film I Vicerè).





Pochi passi ci separano dalla Pescheria, l’antico mercato del pesce di Catania, sorto accanto agli Archi della Marina.



Qui si viene letteralmente avvolti dallo “sciauro”, dalle voci, dai colori, dal fascino antico e netto di un quadro neorealista.














Nelle viuzze accanto si snodano i banchi di verdura, di carni e di formaggi, di spezie e frutta secca,


















e stazionano venditori improvvisati di frutti di mare crudi!







La sera si cena nella bellissima Piazza Federico di Svevia,in una putìa, la tipica trattoria catanese:



carni alla griglia, preferibilmente di cavallo od agnello, precedute da antipasti tipici: olive cunzate, verdure grigliate, cipollotti avvolti dalla pancetta, arancini, ecc.



L’atmosfera è gaia, brusca e vitale. Si mangia su tovaglie di carta, il profumo dei cibi è avvolgente ed intenso, le voci dei clienti chiassose: accanto a noi cena la gloriosa squadra di rugby della città, una gioia per la fotografa, grandissima tifosa di questo sport!



E dopo cena, una passeggiata lenta ci porta ai chioschi di Piazza Umberto.



"Chi fai stasira?"..."Chi sacciu..intantu minni vaiu o' ciosco, a piazza Umberto...!!"

I giovani catanesi sono affezionati ai chioschi: i più famosi sono quelli di Piazza Umberto (piazza Vittorio Emanuele III, lì ce ne sono due: Giammona e Vezzosi
La storia dei chioschi a Catania si perde nel tempo… e trova sicuramente origine nei venditori ambulanti di "acqua e e zammù", cioè acqua e anice, che tenevano in fresco l'acqua in posti "ombrosi" strategici delle città.
Luoghi storici, hanno forma esagonale con un tettuccio in legno: su ognuno dei lati si apre una finestrella con tanto di appoggio da cui è possibile ordinare, bere e ripararsi dal sole poiché ognuna di queste aperture è anche dotata di una piccola tettoia.



La bibita tradizionale è sicuramente seltz, limone e sale… che consiste in una spremuta di limoni in acqua gassata, con aggiunta di seltz ,ed una cucchiaiata abbondante di sale…non arricciate il naso …è una delizia! Dissetante e gradevolissimo! La passione estiva di mia figlia maggiore, quando aveva due o tre anni, era “Acqua e momone coi bibidi! “(acqua e limone con i brividi n.d.t. cioè acqua, limone e sale, appunto! E non era mai stata in Sicilia!)
Un'altra bibita molto in voga è limone , mandarino e selz, che coniuga splendidamente l'aspro del limone ed il sapore dolce del mandarino.


E poi ancora il tamarindo con limone, profumato e digestivo.
Tra i vari sciroppi quello al mandarino verde è l’ultima novità.




A notte fonda, ttraversiamo il dedalo di viuzze della città vecchia, tornando verso casa, e siamo certe di essere sulla strada giusta.