Visualizzazione post con etichetta secondi;carne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta secondi;carne. Mostra tutti i post

venerdì 28 maggio 2010

Da Siena, con amore! La Schiodonata, ovvero l'arrosto girato di Maria.





Pochi giorni fa vi ho raccontato del mio soggiorno a Siena, da amici deliziosi.



Maria ha mani preziose: cucinano pietanze meravigliose, disegnano nell'aria progetti, raccolgono erbe nel piccolo orto dei sempici e accarezzano Pablo, il cocker nero e monello che non la lascia mai.



Maria cucina piatti incredibili della cucina senese: il miglior cinghiale mai assaggiato, finito in casseruola per merito di Antonio, grande cacciatore; le tagliate più succulente; i sughi più appetitosi.
Maria si è prestata, con infinita pazienza e molta autoironia, a sopportare una seduta fotografica, con la sottoscritta come fotografa dilettante!
Ecco quindi la sua ricetta dell'arrosto girato. Lei ha un forno speciale, ma anche con lo spiedo inserito nei nostri forni tradizionali il risultato sarà buonissimo!
A Siena lo chiamano Schiodonata, perchè è composto da vari pezzi di carne, infilati sugli schiodoni, gli spiedi. Maria lo chiama arrosto girato. Voi chiamatelo come volete, ma non ve lo perdete!!

Arrosto girato di Maria.

Un bel pezzo di carne da spezzatino ( capocollo, matamà)
Fegatelli
Pollo
Salsiccia
Pane toscano (e se non l'avete usate un casereccio)
Foglie di salvia

Per le quantità fate un po' voi. Io, nel dubbio, abbonderei!!
Tagliare il matamà in pezzi



Questi sono fegatini, pallotte di fegato di maiale, avvolte nella retina. Sono una bontà, se il vostro macellaio non le prepara, fatevele!!!Non rinunciate!




Cominciate ad inserire sugli spiedi il pane



E poi via via gli altri ingredienti, aromatizzati da una foglia di salvia, tra l'uno e l'altro






Terminate con un altro pezzo di pane.



Montate gli spiedi preparati nel supporto del forno (Maria è fornita di questa meraviglia multipla...io ho solo uno spiedo, ma mi arrangerò!)



Salate e ungete d'olio evo con generosità, poi mettete in forno caldo a rosolare.



E' pronto, quando assume questo aspetto fantastico, ben brunito e rosolato.



Il profumo? Da urlo!
Il sapore? Un'emozione
Che aspettate? Andate in cantina a cercare lo spiedo. Subito!!

lunedì 10 maggio 2010

Che c'è in frigo?



L'altra sera, poco e niente! Avete presente quella che aveva voglia di qualcosa di buono, ma non sapeva di cosa? Bene, l'altra sera anche io avrei avuto voglia di qualcosa di buono...ma non avevo cosa..Il frigo semivuoto e fuori pioveva, in casa faceva un freddo che sembrava febbraio: certo così l'umore non migliora! Un po' di sole, please! Una spiaggia bianca, due palme, una noce di cocco....Noce di cocco?
Ce l'ho! E pure un pezzo di ananas. Sta in frigo, poverino, piuttosto solo, direi! Una rapida incursione nel congelatore, e un po' di fantasia. Ricordo di Martinica, canne da zucchero e rum, sole e mare, e caldo...caldo...caldo!

Petto d'anatra all'ananas.

petto d'anatra
cipollotto fresco
ananas, 2 fette
latte di cocco, 1/2 lattina
rum scuro, 1 bicchiere


Scaldare bene una padella dal fondo spesso ( io ho usato quella di ghisa) antiaderente e disporre il petto d'anatra dalla parte della pelle. Farlo rosolare bene, scolare il grasso in eccesso e voltarlo. Bagnarlo con il rum , fiammeggiare. Far cuocere 5-7 minuti, poi unire il cipollotto tagliato a rondelle e l'ananas fresco, pulito e tagliato a cubetti. Rosolare bene, poi bagnare con il latte di cocco. Cuocere ancora 5 minuti. Salare e pepare. Servire caldo.

mercoledì 5 maggio 2010

Oggi cucino per voi. La cima alla genovese della Nonna Nena.




Metti un weekend piovoso, con la figlia adolescente che vuole raggiungere gli amici nel paesino di mare.
Metti una mamma, la mia, che ha sempre amato poco cucinare, ma che, le rare volte che lo fa, sforna capolavori!
Metti una figlia, io, che arriva e posa sul tavolo una spesa completa: "Mamma, oggi mangiamo la cima...e la cucini tu!"
E lei inaspettatamente sorride e si presta ai mille scatti della Nikon della nipotina, che silenziosa le gira intorno, ferma le immagini e i ricordi e le emozioni. Mani che ripetono gesti antichi, essenziali, che scelgono ingredienti, ne scartano altri con risolutezza. Mani che affettano, mescolano, cuciono. Le mani della Nonna Nena. Che sabato ha cucinato per noi.
La cima è un piatto antico e saggio. Raccoglie in un sacchetto di carne, pochissima, un ripieno fatto con il poco che è disponibile: un po' di erbe profumate, parmigiano, poca carne non nobile, qualche uovo per legare, verdure di stagione. E' una antica ricetta e si tramanda, quindi, di madre in figlia. Ogni famiglia ha la sua, quella originale! Ogni zona della Liguria propone versioni locali : c'è chi unisce al ripieno le bietole, qualcuno mette i pinoli, altri la fanno con i carciofi.
E' un piatto di Primavera, quindi noi mettiamo, da sempre, i piselli. Freschi, raccolti nell'orto, se si può. Altrimenti quelli in scatola. Ed è buona lo stesso. Io metto anche un pugno di funghi secchi, rinvenuti e tritati: la mamma dice di no! Abbiamo discusso animatamente. No, asserisce, nella ricetta di famiglia mai stati i funghi. Dissento! Ma oggi cucina lei! E questa è la sua

Cima alla genovese.

Gli ingredienti:



Pancia di vitella, ca.700g.
polpa di vitella, ca 150g
cervella di vitella, 1/2
animelle, filoni,tettina di vitella ca 70-100g
pisellini,lessati o in scatola ca.70g
4 uova
parmigiano reggiano grattugiato, 1 tazza
maggiorana
aglio
cipolla 1/2
noce moscata
sale, pepe
olio extra vergine di oliva
sedano, carota, cipolla per il brodo
un ago molto lungo e robusto
spago da cucina


Fatevi tagliare dal vostro macellaio una pancia di vitello, badando che sia senza lacerazioni e senza troppo grasso. Pulitela bene, pareggiando i bordi. Piegatela a libro e cucitela sui due lati.




Lasciandone uno libero, a formare un sacchetto e lasciando filo a sufficienza per poi poter chiudere



Pulite la cervella, i filoni, la tettina



Tagliateli a pezzetti insieme alla polpa di vitello




Sbucciate e tagliuzzate la cipolla, schiacciate lo spicchio d'aglio, poi passateli in padella, con olio evo, dolcemente, perchè non tostino. Unite le carni e mescolate. Non fate rosolare a lungo, che non devono dorare o perdere l'umidità.



Rovesciate il ripieno su un tagliere e tritatelo.




Riunitelo in una ciotola con il parmigiano e le uova



Sfogliare la maggiorana



e tritarla, poi unirla al composto



aggiungere i pisellini lessati



salare, pepare e aggiungere una grattatina di noce moscata



Ora riempire con attenzione la cima



non superando i due terzi della capacità: cuocendo la carne si ritirerà e rischiate che il frutto della vostra fatica...esploda!



Cucire ora il lato aperto, fissando bene gli ultimi punti






Massaggiare appena, con la mano aperta, perchè il composto si distribuisca, poi pungere la cima qua e là, perchè l'aria contenuta possa uscire.



Preparare un brodo vegetale, poi inserire la cima nel brodo caldo, lasciandola sobbollire per 2 ore circa. Non dimenticatevi di pungere la cima profondamente, ma con delicatezza, di quando in quando, per far fuoriuscire l'aria.



Scolatela, conservando il brodo, che sarà delicato e gustoso.



Disponete la vostra cima in un piatto largo e dai bordi alti, copritela quindi con un peso. Noi usiamo mettere il tagliere e sopra il mortaio del pesto, rovesciato. Il peso farà uscire tutta l'aria rimasta e il liquido assorbito e la cima si compatterà, assumendo la forma che darà le caratteristiche fette ovali. Lasciate riposare un paio d'ore



quindi staccate delicatamente la cima, facendo attenzione a non buttare la gelatina, saporitissima, che si sarà formata



Affettatela



e disponetela nel piatto da portata, con la sua gelatina



P.S. Io resto dell'idea che una manciatina di funghi secchi rinvenuti e tritati nell'impasto......mah!

giovedì 1 aprile 2010

Corona d'agnello in treccia di pan brioche.



Oggi qui a Napoli, tempo bello, fresco e piacevole. Stamattina lunga passeggiata in centro. La musica e i colori di questa città, i suoi profumi, le voci della sua gente, i rumori...
Nel pomeriggio incontro bellissimo con Lydia e Mariella, un aperitivo preso tutte insieme ad AnnaLuisa e Fabio, mille chiacchiere (ma quanto ho parlato?)..Poi cena in una pizzeria d'eccezione, da Michele: ho mangiato la pizza più+ buona che c'è!!
Passeggiata al Vomero: la città ai miei piedi da S.Elmo, angoli di un passato lontano, un gelato incredibile....
Grazie!
E ora una ricetta per Pasqua. L'ultima. Poi vi saluto e sto qualche giorno in silenzio...una vacanza nella vacanza. Poi lunedi ritorno, eh!!!

Ma dite che mi è venuta una crisi monarchica, che questa è la seconda corona che vi propongo in pochi giorni?

Corona d'agnello in treccia di pan brioche.




Ingredienti per 8 persone.

per il pan brioche:
farina, 500g
burro, 80g
zucchero, 40g
lievito di birra, 15g
tuorli, 3
trito di erbe aromatiche ( timo, maggiorana, prezzemolo,salvia rosmarino)
latte
sale

Per la corona d'agnello:
2 carré d'agnello (ca. 2,500kg)
petto di pollo, 150g
asparagi, da pulire, 100g
carciofi, 2
panna liquida, 70g
un uovo
uno scalogno
maggiorana,
timo
sale e pepe
olio evo


Se non avete l'impastatrice, fate la fontana di farina sul tavolo ed inserite gli ingredienti, impastando a mano.
Con l'impastatrice: nella ciotola raccogliete la farina, lo zucchero ed il trito aromatico. Unite, con la macchina in funzione, il lievito sciolto in un misto di acqua e latte tiepidi(ca. 250g).Unite i tuorli, uno alla volta. Per ultimo il burro ammorbidito, un pezzetto alla volta ed infine un pizzico di sale.
Battete bene, fino a che la pasta sialiscia ed elastica, poi raccoglietela a palla e lasciatela riposare in luogo tiepido per circa 2 ore.



Fatevi preparare dal macellaio i due carré di agnello, incisi tra le costole, in modo da poterli incurvare facilmente e legateli a corona.



Stufate le verdure, facendo rosolare in poco olio lo scalogno tritato e poi aggiungendo carciofi ed asparagi tagliati piccoli; unite un trito di timo e maggiorana, sale e pepe.
Frullate il petto di pollo con la panna e metà albume d'uovo.
Aggiungete lo stufato di verdure e amalgamate bene.



Accomodate la corona d'agnello su una placca, riempitene il centro con la farcia di pollo, e infornate a 200° per circa 30 minuti. Sfornate e fate raffreddare, senza muoverla dalla placca.
Trascorso il tempo di lievitazione, lavorate brevemente la pasta lievitata poi dividetela in tre lunghi filoncini ed intrecciateli a formare una treccia ( trucco: non partite da un capo della "treccia", ma dalla metà. Intrecciate prima una parte e poi l'altra. Sarà più facile)



Circondate la corona d'agnello con la treccia di pasta lievitata, pennellate quest'ultima con l'uovo sbattuto rimasto e lasciatela riposare per mezz'ora.
Infornate a 200° per 30 minuti e servite caldo.



Se vi avanza un po' di pasta brioche, fatene dei bocconcini saporiti.
Tagliatene dei pezzetti di peso non superiore ai 40-50g, rotolateli sotto il palmo della mano, senza spostarli, fino ad avere delle palline lisce. Lasciateli lievitare 30 minuti, dopo averli spennellati d'uovo battuto e infornateli a 200° per 10-12 minuti.

martedì 2 marzo 2010

Faraona ai tre mandarini con rösti di patate.


Controllando l'indice delle ricette presenti nel blog, mi sono resa conto che vi ho proposto numerose preparazioni di faraona e poche, ad esempio di vitella o manzo.
Chissà perché, da qualche anno a questa parte, cucino più volentieri carne bianca, rispetto alla rossa, e soprattutto gallina, anatra, piccione..e la selvaggina da piuma..
Cerco di offrire alla mia famiglia una buona alimentazione, equilibrata e varia, che preveda, nell'arco della settimana, frequenti presenze di pesce, spesso azzurro e comunque mediterraneo, di verdure, crude e cotte, di frutta, ed anche di carni rosse, che però spesso io non riesco a gustare! Ma succede anche a voi?
E così, anche oggi, vi tocca una ricetta a base di faraona. Ma anche un buon arrosto di maiale o un carrè di agnello saranno gustosi e profumati, se seguirete questa semplicissima preparazione.

Faraona ai tre mandarini, con rösti di patate.




1 faraona da 1,200 ca.
2 scalogni
8/10 mandarini
olio evo
burro, q.b.
miele al timo, 1 cucchiaio
aceto balsamico, 1 cucchiaio
brandy, ½ bicchiere
sale, pepe

Riducete la buccia di 4-5 mandarini in julienne sottile, poi spremeteli bene per recuperarne il succo.
Fiammeggiate e pulite bene la faraona, dividetela in pezzi.
In una casseruola fate sciogliere olio, poco burro, unite gli scalogni e rosolate bene i pezzi di faraona.
Bagnate con il brandy ( io ho usato un liquore secco al mandarino, che un'amica veneta mi ha recentemente regalato...una delizia!) e fiammeggiate. Lasciate ridurre un poco il fondo, salare e pepare. Coprite e lasciate cuocere per circa 25 minuti, aggiungendo pian piano il succo dei mandarini.
Nel frattempo portate a bollore un po' di acqua in un pentolino, versate la julienne di buccia di mandarini, scolatela dopo 3 minuti e gettatela in acqua gelata. Affettate i restanti mandarini, senza sbucciarli, e ripasseteli in una padella in cui avrete fatto spumeggiare una noce di burro ed aggiunto un cucchiaio di miele al timo . Sfumate con l'aceto balsamico, spegnete il fuoco e tenete in caldo.
A cottura terminata, unite in padella le fette di mandarino glassate e il loro fondo.
Impiattate, cospargendo i pezzi di faraona con la julienne di buccia di mandarino e bagnando con il fondo di cottura. Accostate un rösti.


Per i rosti di patate.

3 patate lesse
1 cipollina tritata
olio evo
sale e pepe

Grattugiate le patate da una grattugia a fori grossi ( o dalla grattugia specifica per rosti, se l'avete. Io non la ho....ancora!!), salare e pepare.
Rosolate in una padella la cipolla con l'olio, aggiungete le patate e mescolate delicatamente.
Dopo qualche minuto, togliete il composto dalla padella, rimettetela sul fuoco e sistemate all'interno 4 coppapasta della dimensione desiderata (circa 6-8cm ). Accomodate nei coppapasta il composto di patate e cipolle, aiutandovi con un cucchiaio e schiacciando delicatamente con il dorso per farlo bene aderire al fondo della padella. Lasciare abbrustolire un poco, poi girare i rösti, aiutandovi con una spatola piatta. Far cuocere anche dall'altra parte. Sfilare i coppapasta e servire molto caldi.

venerdì 22 gennaio 2010

Fricassea di agnello e cavolfiore verde! Un classico della tradizione ligure, al solito rivisitata!



Di là, il congelatore è strapieno, devo smetterla di comprare! Ho la sindrome da spesa compulsiva! Questo povero congelatore geme e inutilmente occhieggia, con la sua lucina rossa: troppo pieno! troppo pieno!
Sollevo il coperchio e mi tuffo... pesce, petti di pollo, una teglia di lasagne al forno, una quantità indescrivibile di verdure, pane, carni...ecco, agnello! Ho deciso, oggi agnello!
Torno in cucina. Lo lascio scongelare sotto un filo d'acqua corrente. Si lo so, non si fa! Ma me lo sono ricordato troppo tardi per lasciarlo correttamente scongelare una notte in frigo!
Ecco, e ora?
Come lo cucino?
Apro il frigo e guardo cosa c'è. Niente carciofi! Acc..volevo farlo in fricassea! Mia zia faceva una fricassea di carciofi e agnello da leccarsi i baffi! Niente! Eh, no! Un attimo! Ho un bellissimo cavolfiore verde, sodo e croccante...
non esiste la fricassea con il cavolfiore? E chi lo dice? Ora esiste!
Agnello, cavolfiore, un cipollotto fresco, due uova, aglio, limone, ...ho tutto!
Quanto mi piace cucinare così!

Fricassea di agnello e cavolfiore verde.



agnello in pezzi, 1 kg
cipollotto, 1
aglio, 2 spicchi
vino bianco, 1/2 bicchiere
uova, 2 tuorli
limone, il succo di 1
cavolfiore verde, 1
salvia, 1 foglia
alloro, 1 foglia
olio evo, 3 cucchiai ca.
sale, pepe di mulinello

In un largo tegame fr rosolare l'aglio nell'olio evo, unire l'agnello e far rosolare bene. Togliere l'agnello e tenerlo in caldo.
Versare in padella il cavolfiore, pulito e diviso in cimette: farlo rosolare, rimettere la carne nel tegame,unire il cipollotto tritato, la foglia di salvia e di alloro, mescolare e lasciar rosolare un minuto. Sfumare con il vino bianco, poi coprire con il coperchio e lasciar cuocere per circa mezz'ora.
In una ciotola battere, intanto, due uova con sale pepe e il succo di un limone.
A cottura ultimata, spegnere il fuoco. Unire il battuto di uova e limone e mescolare molto bene.
Servire subito, spolverando di buccia di limone grattugiata e pepe bianco di mulinello.

p.s. qualcuno usa aggiungere al battuto di uova e limone anche un cucchiaio di farina. Anche io, a volte. Questa volta no!

giovedì 14 gennaio 2010

Pollo ripieno di magro al profumo di agrumi e tè.



Sono di partenza. Domani pomeriggio me ne andrò a trovare un'amica carissima, sulle dolci colline senesi. Non vedo l'ora di riabbracciare lei e la sua dolcissima figlia!!
Sabato, poi, insieme, saremo ad un Corso sul Cioccolato!! E mica una cosa così, alla buona,fatta in casa...no, no!! Alla Perugina, nientepopòdimeno!!!!
E certo che poi vi racconterò (quasi) tutto! E, spero, vi mostrerò un po' di foto!!
Per ora invidiatemi pure!! Ma soprattutto non ve ne andate, torno presto...
E per quando tornerò, lunedì o giù di lì, dovrebbe esser pronta una sorpresa! E figuratevi se vi dico cos'è!!! Restate lì con la vostra curiosità! :)
E mentre vi alambiccate il cervello tentando di indovinare( no, non è il pdf del contest...quello è quasi pronto, giuro!!) leggetevi questa ricetta. E' un pollo buono, profumato e gustosissimo. Adattissimo a questo freddo malefico che ha deciso di spazzolarci le giornate di vento gelido, di punzecchiarci con la sua pioggia ghiacciata, di affliggerci con la nebbia e le nuvole basse. Ma noi ce ne facciamo un baffo! Una fettina di pollo caldo, ben rosolato e profumato, un boccone di ripieno gustoso...e un bel bicchiere di vino rosso!
P.S. Ricetta utile per riciclare pane secco: io ne ho sempre una vagonata...e voi??
A presto!!

Pollo ripieno di magro al profumo di agrumi e tè.



1 pollo ( o una faraona ancora meglio!)
pane raffermo, circa 200g
buccia di limone, mandarino, arancia...
1 uovo
le foglie verdi di 2-3 cipollotti di tropea
parmigiano, 4 cucchiai
250g di tè (black o anche agrumato o fruttato, a piacere)
sale, pepe, noce moscata, cannella


Far bollire circa 250g acqua, unire le bucce del o degli agrumi e sbollentarle qualche minuto. Filtrare e tenere il liquido in caldo.
Privare il pane della crosta, spezzettarlo in una ciotola capiente e bagnarlo con il liquido caldo agli agrumi.Lasciare assorbire bene, fino a che il pane sarà morbido e si disferà bene. Eventualemente unire altro liquido caldo.
Ora unire i fegatini e il cuore tritato, il verde dei cipollotti tritato, il parmigiano; condire con sale, pepe, un poco di noce moscata e di cannella. Mescolare bene e legare con un uovo. Lasciar riposare.
Pulire il pollo, salare e pepare l'interno. Riempirlo con la farcia preparata, chiudere bene l'apertura del pollo con degli stecchini di legno e mettere in forno caldo a 250° per 5-7 minuti, poi bagnare con il tè (io ho usato un tè nero ai fiori d'arancia, voi usate quello che preferite!) abbassare la temperatura e continuare la cottura a 190-200°, bagnando quando necessario, fino a che il pollo sarà dorato e ben cotto.



Con la farcia rimanente ho preparato dei tortini di pane, semplicemente riempiendone dei pirottini monoporzione in alluminio, ben unti e spolverati di pangrattato, e infornati per circa 15 minuti.
Li ho serviti a lato del pollo...

questa ricetta partecipa al contest