martedì 30 marzo 2010

Il picnic di Pasquetta: Cake agli asparagi selvatici.



La Melagranata è in trasferta! Stamattina sono arrivata a Napoli. Passerò qui una parte di queste vacanze. Ho solo il tempo, ora, di salutarvi, di lasciarvi una ricettina appetitosa per il prossimo lunedì ( ma voi lo fate il pic nic, si?), e corro fuori: la città mi aspetta, ed io non vedo l'ora! Ho un sacco di cose da vedere, da rivedere, da assaporare. Amiche da incontrare ..
Resta inteso, ovviamente, che poi vi racconterò tutto!!
A presto!


Cake agli asparagi selvatici.


180g farina 00
3 uova
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 cipollotto
1 mazzo di asparagi selvatici ( o 200 g. circa di asparagi piccolini)
1 cucchiaio di foglioline di origano fresco ( o maggiorana, a piacere)
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di panna fresca (o 2 di latte se preferite)
2 cucchiai d'olio evo + 2 per la padella.
1/2 bustina di lievito per torte salate
sale, pepe



Sbollentare gli asparagi per tre minuti in acqua bollente salata. Scolarli bene e tagliarli a pezzi, lasciandone intero qualcuno per la decorazione.
In una padella scaldare due cucchiai di olio, rosolare il cipollotto tritato, poi unire gli asparagi e qualche fogliolina tagliuzzata di origano fresco . Far stufare senza portare a termine la cottura.Salare e pepare. Lasciare intiepidire.
Sbattere le uova con il sale e il parmigiano. Unire la farina setacciata con il lievito, poi la panna e l'olio, sempre montando.
Unire il composto di asparagi, amalgamando bene, aggiungere le restanti foglioline di origano fresco e versare in uno stampo da plum cake di ca 20 cm. Decorare con gli asparagi tenuti da parte.
Infornare a forno caldo a 180° per circa 50 minuti.

lunedì 29 marzo 2010

Pasqua. Corona di riso con trevisana, melanzane e polpettine di agnello alla menta.


Come mi piace andare a sfogliare le vecchie riviste di cucina! Ne ho una quantità pazzesca. Vi basti sapere che ho tutti i numeri degli ultimi dodici- quattordici anni delle quattro ( poi sei) più diffuse. Una valanga di ricette, foto, consigli, trucchi, che ci raccontano per come eravamo e per come siamo cambiati, in questi anni, a tavola.
Ieri mattina, con le figlie impegnate, una come segretaria di seggio elettorale (a proposito, avete votato? Beh, fatelo, avete ancora un po' di tempo!) e l'altra in gita con gli amici, mi sono divertita a rispolverare una ricetta trovata su A tavola del 1999, un piatto che avevo già fatto alcune volte e che ci era piaciuto moltissimo. Chissà se piacerà anche a voi? La preparazione è un po' lunga ed elaborata, ma è un piatto pasquale, un trionfo di sapori e profumi. Ne vale la pena!

Corona di riso con trevisana, melanzane e polpettine di agnello alla menta.


Ingredienti per 8 persone:

400g riso Carnaroli
1 cipollotto
60g di burro
1 bicchiere di vino bianco secco
2 bustine di zafferano
1l. circa di brodo
50g di parmigiano reggiano
2 melanzane (1/2 servirà per le polpettine)
2 cespi di radicchio tardivo di treviso
olio e.v.o.
sale

per le polpettine:
250g polpa di agnello tritata
1 tuorlo
1 scalogno tritato finemente
coriandolo in polvere, 1 pizzico
cumino in polvere, 1 pizzico
peperoncino in polvere, 1 pizzico
80g di pangrattato
olio e.v.o.
1 mazzetto di menta
sale e pepe


Tagliate a metà una melanzana nel senso della lunghezza, mettetene una parte su una piccola teglia, copritela con un foglio di alluminio e mettetela in forno a 180° per circa 20'.
Quando è tenera toglietela dal forno e lasciatela raffreddare.
Tagliate a cubetti la melanzana intera e la metà rimasta e friggetele in poco olio. Appena saranno ben dorate, scolatele e lasciatele riposare su carta da cucina.

Preparate le polpettine: con un cucchiaio raccogliete la polpa della melanzana cotta al forno ( non buttate la buccia...io l'ho divisa a metà per il lungo e l'ho usata per decorare) e frullatela. Riunitela con la carne d'agnello, le spezie, il tuorlo, lo scalogno tritato , 40g di pangrattato, foglie di menta tritate, sale e pepe. Impastate bene, formate delle piccole polpette, passatele nel restante pangrattato e fatele rosolare appena in padella con poco olio. Scolatele e fatele riposare su carta da cucina.
Tagliate a striscioline un cespo di radicchio, lavatelo, sgocciolatelo. Imburrate uno stampo ad anello, rivestitelo con alcune foglie dell'altro cespo di radicchio, precedentemente sbollentate in acqua bollente salata: io le ho alternate con le bucce della melanzana.

Preparate il risotto: Fate appassire il cipollotto tritato con 40g di burro, unite il riso, fatelo tostare, sfumate con il vino bianco e procedete nella cottura, aggiungendo brodo bollente.
A metà cottura unire lo zafferano sciolto in poco brodo e il radicchio preparato. A cottura ultimata, ma molto al dente, unite il Parmigiano e le melanzane fritte. Mescolate e versate il risotto nello stampo. Copritelo con un foglio di alluminio unto di burro.
Lavate le foglie di radicchio rimate, stendetele su una teglia rivestita di carta forno, irroratele con un filo d'olio e salatele. Appoggiatevi sopra le polpettine preparate.
Infornate in forno ben caldo, a 180°, lo stampo con il riso, che dovrà cuocere per 20minuti.
Dopo 10 minuti dall'entrata del riso in forno, infornate anche le polpettine.
Rovesciate la corona di riso in un largo piatto, disponete al centro il radicchio con le polpettine, decorate con foglioline di menta e servite.



Fatene pure una dose generosa, i vostri ospiti apprezzeranno! E se ve ne avanza un poco, meglio!
Riproponetelo per il picnic del Lunedi, come crocchette saporite ed incredibilmente profumate.
Unite semplicemente un uovo intero e un po' di parigiano. Formate delle grosse crocchette e friggetele in olio bollente, dorando bene la superficie. Per le polpettine: ripassatele semplicemente nel pangrattato e friggetele solo un minuto.

sabato 27 marzo 2010

Spegni la luce: è Earth Hour!



Spegni la luce. Per un'ora.
Un'ora per la Terra.
Oggi tutto il mondo spegnerà la luce per sessanta minuti.
È l'Earth Hour, un'iniziativa del Wwf contro i cambiamenti climatici che attraversa il mondo in 25 diverse fasce orarie, dalle coste del Pacifico a quelle dell'Atlantico: si comincia alle 7.45, ora italiana, quando si sono spente le Chatham Islands, un piccolo arcipelago al largo delle coste neozelandesi, poi sarà la volta di Sydney, Pechino, Tokyo, Bangkok, Nuova Delhi, Mumbai, passando per Roma, Parigi, Atene, Madrid, Budapest, Copenaghen e finire a ovest con Rio de Janeiro, New York, San Francisco. L'ultima a spegnere la luce, sarà Las Vegas.

La campagna Earth Hour è alla sua quarta edizione: dal 2007, gli ecologisti di tutto il mondo spengono le luci per un'ora, dalle 20.30 alle 21.30, per richiamare l'attenzione sugli effetti dannosi del riscaldamento globale.

Possiamo utilizzare quest'ora per stare insieme in modo diverso, per passare un pò di tempo speciale con gli amici, per una cena a lume di candela, per un aperitivo a luci spente in un pub, insomma per 60 minuti con altri esseri umani. La mancanza di energia elettrica, stasera, non ci spingerà a star soli, ma a cercare gli altri.
Stasera spengiamo le luci per un'ora! Ma da domani spengiamo le luci quando usciamo dalle camere, disattiviamo gli apparecchi elettronici in stand-by, utilizziamo lampadine a basso consumo, programmiamo il riscaldamento ad un massimo di 20 gradi, il frigorifero a 6° e il congelatore a -18.
E proviamo a rinunciare alla macchina a volte, magari per una passeggiata o usando i mezzi pubblici.

venerdì 26 marzo 2010

Cake di zucca, cipollotto e timo.


Pasquetta. Tempo di picnic.
Organizziamoci in tempo, con un cake dal colore del sole, morbido e profumato. Semplicissimo da fare, risolve una cena davanti alla tv, magari per seguire i risultati elettorali; un brunch rilassato e vacanziero; un pranzo informale e veloce.
La zucca è la mia passione: si trova ancora facilmente al mercato, ha un sapore morbido e delicato che piace anche ai bambini, ha un colore dorato che mette gioia.
Buon appetito.


Cake di zucca, cipollotto e timo.


200g farina 00 (se vi piace 130g farina 00 e 70 g farina mandorle)
3 uova
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cipollotti novelli
300 g. circa di zucca pulita
1 bel ciuffo di timo
2 cucchiai di latte
2 cucchiai d'olio evo + 2 per la padella
1/2 bustina di lievito per torte salate
sale, pepe


In una padella scaldare due cucchiai di olio, unire i cipollotti tritati e la zucca ridotta a piccolissimi dadi. Far rosolare, salare, pepare, aggiungere un poco di foglioline di timo e far stufare senza portare a termine la cottura. Far intiepidire.
Sbattere le uova con il sale e il parmigiano. Unire la farina setacciata con il lievito, poi il latte e l' olio, sempre montando.
Unire il composto di zucca, amalgamando bene, aggiungere qualche fogliolina di timo fresca e versare in uno stampo da plum cake di ca 20 cm.
Infornare a forno caldo a 180° per circa 50 minuti.

giovedì 25 marzo 2010

Elogio della semplicità. Filetto d'orata alla ligure.



Sarà che è primavera, anche se la luce è bigia e le nubi sono gonfie e pesanti. Sarà che sono rallentata nei pensieri e nei movimenti da una torpida e piacevole sonnolente pigrizia. Sarà che ogni tanto c'è bisogno di cibi semplici e poco calorici.
Sarà che stamani al mercato c'erano queste due piccole orate freschissime e mi pareva brutto far finta di niente.
Così, arrivata a casa, ho tagliato qualche rametto profumato al timo che trionfa in terrazzo, ho preso qualche oliva taggiasca dal vaso in frigo, mi sono versata un bicchiere di buonissimo vino bianco della Riviera di Ponente, un Pigato d.o.c. e ho messo su un vecchio disco (sì sì, proprio un disco, non un cd) di Bessie Smith .
Il blues è perfetto in primavera.

Ho scaldato dell'olio in padella, ho fatto saltellare pigramente ( tutto pigro oggi!) uno spicchio d'aglio, ho unito le olive e una cucchiaiata di pinoli. Ho posato delicatamente i filetti d'orata dal lato della pelle, ho salato, ma non pepato. Voglio star leggera!
Ho bagnato con un poco di Pigato, ho cosparso con una pioggerella di foglioline di timo. Pochi minuti e il piatto è pronto.

mercoledì 24 marzo 2010

Pane, amore e ...



Profumo di primavera, ricordo di domeniche in campagna, l'antico trenino a scartamento ridotto, la mano di papà, le ginestre fiorite.
Pane, salame, fave fresche, scaglie di parmigiano reggiano. Un morso di gioia.

Chi non ha mai fatto questi panini, corra ai ripari. Si fanno in fretta e sono facilissimi.


Panini semidolci (da una ricetta delle Sorelle Simili).



1 kg gr farina di forza
500 gr acqua circa
150 g olio evo
60 gr lievito di birra
40 gr zucchero (in origine 80)
15 gr sale

1 uovo per lucidare

Fare la fontana con la farina, mescolare tutti gli ingredienti e impastare energicamente per 10'-12'.
Formare due palle e metterle a lievitare coperte a campana, fino al raddoppio (circa un'ora).
Senza lavorare, arrotolare la pasta, formando un rotolo che dividerete in piccoli pezzi di ca 50 gr. Formare delle palline lisce, facendole ruotare sotto il palmo della mano.
Disporle su una teglia rivestita di carta forno, lucidarle con l'uovo battuto e mettere a lievitare per un'altra ora.
Scaldare il forno a 200-220° e cuocerli per 10'-12'. La parte superiore deve risultare ben dorata, mentre tutt'attorno deve rimanere bianca.

Farciteli a piacere. Qui fave piccolissime, salame di Felino, parmigiano reggiano.

martedì 23 marzo 2010

Le stecche senza impasto.



Volevo fare questo pane da molto tempo, da quando l'avevo visto, la prima volta, sul blog di Sara
L'ho visto passare poi in vari blog e certo lo conoscerete già anche voi. Ma ve lo ripropongo, hai visto mai vi sia sfuggito, o ve lo siate dimenticato. Se è così, fatelo subito. Comodo a prepararsi: versate in un contenitore quattro ingredienti, mentre ascoltate il telegiornale della sera, girate un po' l'impasto e lo abbandonate lì al suo destino per tutta la notte; al mattino lo riprendete, lo scuotete un po' e lo lasciate ancora ad aspettarvi, mentre fate la doccia, vi prendete il caffè, telefonate alla mamma per darle il buongiorno; ritornate lì da lui, lo tagliate in quattro, lo stiracchiate un po' e lo ficcate nel forno caldo. E lui si tramuta in un pane profumato, croccante, delizioso.
Che volete di più dalla vita? (no, non rispondete a questa domanda, vi prego!)

Le stecche senza impasto.



per 4 stecche


farina forte 455 gr.
acqua fredda (12-18 gradiC) 350 gr.
sale 3 gr.
zucchero 3 gr.
lievito secco 1 gr.
olio di oliva, sale grosso, farina o crusca per spolverare

In una ciotola, mescolate farina, sale, zucchero e lievito. Unite l'acqua e mescolate, per non più di un minuto, con la mano o con un cucchiaio di legno finche' gli ingredienti sono appena amalgamati e formate una palla umida e appiccicosa. Coprite la ciotola con la pellicola e lasciate riposare a temperatura ambiente finche' l'impasto e' raddoppiato e la superficie e' coperta di bolle (12 - 18 ore circa).
Spolverate abbondantemente di farina la superficie di lavoro. Rovesciatevi sopra l'impasto, piegatelo su se stesso un paio di volte, poi formate una palla un po' appiattita, tenendo la piega sotto.
Mettete uno strofinaccio sul ripiano, cospargetelo di crusca o farina e posate sopra la pagnotta. Spennellate la superficie di olio di oliva e cospargetela di sale grosso. Se l'impasto e' appiccicoso, spolveratelo ancora con un po' di farina o crusca.
Richiudete sopra di esso il panno e lasciatelo lievitare ancora per una o due ore. Dovra' circa raddoppiare. L'impasto e' pronto quando, affondando un dito, mantiene l'impronta senza ritornare indietro.
Circa mezz'ora prima della fine della seconda lievitazione, scaldate il forno a 250. Rifasciate di carta forno una teglia di circa 30x45. Dividete l'impasto in 4 parti, e con delicatezza allungate ogni pezzo formando una stecca della lunghezza della teglia. Disponete le stecche parallelamente, distanziandole circa 1.5 cm l'una dall'altra. Spennellatele di olio e cospargetele ancora con del sale grosso.
Cuocete nel forno caldo per 15-25 minuti, finche' la crosta e' dorata. Fate riposare le stecche nella teglia ancora per 5 minuti, poi farle raffreddare completamente su una grata.