lunedì 10 maggio 2010

Che c'è in frigo?



L'altra sera, poco e niente! Avete presente quella che aveva voglia di qualcosa di buono, ma non sapeva di cosa? Bene, l'altra sera anche io avrei avuto voglia di qualcosa di buono...ma non avevo cosa..Il frigo semivuoto e fuori pioveva, in casa faceva un freddo che sembrava febbraio: certo così l'umore non migliora! Un po' di sole, please! Una spiaggia bianca, due palme, una noce di cocco....Noce di cocco?
Ce l'ho! E pure un pezzo di ananas. Sta in frigo, poverino, piuttosto solo, direi! Una rapida incursione nel congelatore, e un po' di fantasia. Ricordo di Martinica, canne da zucchero e rum, sole e mare, e caldo...caldo...caldo!

Petto d'anatra all'ananas.

petto d'anatra
cipollotto fresco
ananas, 2 fette
latte di cocco, 1/2 lattina
rum scuro, 1 bicchiere


Scaldare bene una padella dal fondo spesso ( io ho usato quella di ghisa) antiaderente e disporre il petto d'anatra dalla parte della pelle. Farlo rosolare bene, scolare il grasso in eccesso e voltarlo. Bagnarlo con il rum , fiammeggiare. Far cuocere 5-7 minuti, poi unire il cipollotto tagliato a rondelle e l'ananas fresco, pulito e tagliato a cubetti. Rosolare bene, poi bagnare con il latte di cocco. Cuocere ancora 5 minuti. Salare e pepare. Servire caldo.

sabato 8 maggio 2010

Amori di mamma!




Due dolcini per la mamma, offerti un po' in anticipo, questa mattina, con una fumante tazza di caffè!
Un cuore per ognuna, da parte delle mie figlie...due biscottini cucinati con amore, adagiati in un piattino ad accompagnare una principesca colazione a letto! Caffè, spremuta, una copia del mio quotidiano, un fiorellino raccolto in terrazza.
E tutto l'amore del mondo tra le mie mani.
Un momento così vale una vita!

Cuori dolci per la mamma.



150g farina
40g mandorle in polvere
75g burro
75g zucchero
1/2 bustina di lievito in polvere
1/2 limone non trattato
zucchero a velo
150g cioccolato fondente
1 tuorlo
1 cuchiaio di rum
1 dl panna da montare
sale

Fare la fontana sul piano di lavoro con la farina e il lievito setacciati. Unire al centro le mandorle, il burro morbido a pezzetti, lo zucchero, un pizzico di sale, un tuorlo, la buccia grattata di un limone. Impastare velocemente, avvolgere in un foglio di carta forno e mettere in frigo per almeno 30 minuti.
Stendere la pasta in una sfoglia sottile. Con un tagliapasta rotondo (6-8 cm) ritagliarla in tanti dischetti uguali. Forarne la metà. al centro, con uno stampino più piccolo a forma di cuore. Sistemarli tutti su una placca rivestita di cartaforno ed infornare a 180° per 10-15 minuti. Lasciate raffreddare su una gratella da pasticceria.
Spezzate intanto il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria. Trasferirlo in una terrina e lasciarlo intiepidire. Montare la panna, aggiungerne metà al cioccolato, poi unire liquore. Mescolare bene e aggiungere la panna rimanente.
Spalmare con la crema i dischetti interi, coprirli con quelli con il foro a cuore, poi trasferire la crema rimanente in un piccolo sac-a-poche e colmare le incisioni a cuore.
Spolverizzare di zucchero a velo.

( da Facilissimo in cucina- il cioccolato)

venerdì 7 maggio 2010

La libreria in cucina.



Ieri ho passato una giornata deliziosa qui, dove avevo appuntamento con un'amica per pranzo. O meglio per un'insalata...non eccelsa, ma condita dalla infinita gentilezza dei camerieri e dalla serena magia di sette piani di libreria!
Cosa mi sono portata a casa? E' stata una bella razzia!! Ho rimpinguato un po' la mia libreria di cucina, già bella stipata e straripante...ma come si fa a resistere? Io, poi, non ci provo nemmeno!
Ieri sera li ho appena sfogliati, quindi vi racconto solo qualche impressione.




Michele Cranston, Cucina rustica, Luxury Book, E. 32,00
E' il primo che ho adocchiato...e, per ora, lo trovo bellissimo. Per le foto, splendide, ovviamente, ma soprattutto per la concezione di una cucina fatta di ingredienti e sugli ingredienti. E cioè di una cucina che pasticci poco, che poco o affatto voglia coprire i sapori naturali. Una cucina rispettosa della bontà del cibo semplice e genuino, ma non certo povero e sciapo. Dalla A di Affogato alle nocciole alla Z di Zuppa di cocco e zucca, più di 200 pagine di ricette davvero interessanti. Marie Claire propone, chi ha letto Kitchen sa che ne vale la pena.


Laurel Evans, Buon appetito America, Guido Tommasi Editore, E.25
Americana residente in Italia da molti anni, Laurel Evans ci accompagna sul sentiero della notalgia per il cibo tradizionale del suo Paese. Hamburger, pie di zucca e hot dog? Si, certo, ma c'è di più. C'è il cibo cajun della Luisiana, la Clam Cowder del New England, i segreti per un brunch perfetto, di un barbecue doc, dei piatti del Ringraziamento ecc. In ogni pagina compaiono brevi testi di canzoni famosissime, made in USA ovviamente, che parlano di cibo... da Mr. Robinson, di Simon e Garfunkel a Mermaid's Avenue di Woody Guthrie.




Jorge Amado e Paloma Jorge Amado, La cucina di Bahia, Einaudi, E. 11,80
Ho sempre amato Amado. Fin da ragazzina, assaporavo i profumi e i sapori dell'intensa prosa dello scrittore bahiano, da Cacao a Sudore, leggevo della forza e della bellezza delle splendide donne, profumate di spezie, del Pelourinho, e mi innamoravo di un Paese, il Brasile, e ancor più il Brasile del Nordeste, che ho poi attraversato appassionatamente durante un lunghissimo viaggio, molti anni fa. Un mese da sogno, da Manaus a Iguassù.
Paloma, la figlia di Jorge Amado, ha affiancato il padre in questo libro affascinante, ricco di aromi e spezie, di brani e di consigli. Tutte le ricette bahiane, manicaretti raffinati, salse profumate, cibi per i riti magici del Candomblé, Moquecas afrodisiache, dolci e torte cucinate da Dona Flor in persona!


Joanne Glynn, A fuoco lento, Luxury Books, E.28
Questo è un libro per il sabato e domenica. Un libro per chi ama cucinare lentamente, assaporando profumi, assaggiando. Senza fretta. . Per chi cucina scalzo, con il sottofondo di una musica amata, sorseggiando vino rosso, sorridendo a chi ha vicino. Zuppe dense e profumate, ricchi arrosti di cacciagione e di pollame, pie rigonfi e dorati, stufati e brasati dessert imperdibili. Le fotografie sono affascinanti, superbe!




Trish Deseine, La felicità è servita, Guido Tommasi Editore, E.25
Esattamente il contrario del precedente! Ed altrettanto bello, interessante, ricco! Qui la cucina è quella di chi lavora, ha figli, impegni...e corre, è sempre di fretta, ma ama mangiare, cucinare e farlo bene. Come si fa? Rivisitando e semplificando ricette classiche o moderne, preparando prima, adeguando la cucina alla vita e non viceversa.





Luca Montersino Roberto Sammartini, Croissant e biscotti, Fabbri Editori, E.32
Un classico della dolcezza e della bontà, coniugate con l'attenzione alla salute e alle intolleranze. Dalla primacolazione alla merenda, tantissime ricette e tecniche per sfornare biscotti profumati e nutrienti, croissant sfogliati e friabili, dolcetti golosi, pasticcini deliziosi. Per le merende sane e genuine dei nostri bambini...ma anche per noi!




Ernst Knam, L'arte del dolce, Mondadori, E. 23
Ancora non lo avete???Ahi, ahi, ahi!!! Un libro bellissimo, pieno di ricette, di consigli, di tecniche, di suggerimenti. Dolci raffinati, particolari, curiosi, classici. E poi biscotti, mousse, cioccolatini, marmellate.
Non è un nuovo, ma un ri- acquisto, per me. L'avevo da tempo, ma l'ho regalato ad un'amica golosa e ieri ne ho approfittato per rimetterne una copia sullo scaffale.

Ho fatto una ricca spesa, se pensate che, oltre a questi, ho portato a casa anche una decina di libri di narrativa...ma di quelli parliamo un'altra volta!

giovedì 6 maggio 2010

Uno smoothie? Peccato ho solo un frullato!!



E lo capisco anche io che se lo chiamo "smoothie" fa molto chic! Ma io lo chiamo frullato, e lo preparo molto spesso, con la frutta che compro a quintalate! Le mie figlie ci sono cresciute a frullati. No, non a smoothies, proprio a sani bicchieroni di frullato: fin da piccolissime era la merenda preferita per loro e per i loro amichetti, appena usciti dall'asilo o di ritorno da una passeggiata. E poi dicono che i ragazzi di oggi non amano la frutta! Provate così!
Bicchieroni allegri, colorati, che mettono di buon umore; frutta fresca, piena di energia, di vitamine, di sali minerali.
Non uso mescolare latte o yogurt alla frutta, né unire zucchero: tutt'al più un cucchiaino di miele o di fruttosio: mi piace che si senta il sapore della frutta e che sia una merenda digeribile e leggera.
E con questo improvviso ritorno del maltempo, questa pioggia novembrina e questo cielo bigio, cosa di meglio, mentre si traduce Senofonte, di un bicchierone pieno d'estate?

Frullato di frutta alla fragola.



Ho messo nel bicchiere del frullatore mezza mela, una banana, una piccola pesca bianca e profumata, una decina di fragole, il succo di mezza arancia e il succo di mezzo limone filtrati, due cucchiaini di fruttosio.
Ho frullato bene e ho versato nei bicchieroni.
Decorare a piacere.

mercoledì 5 maggio 2010

Oggi cucino per voi. La cima alla genovese della Nonna Nena.




Metti un weekend piovoso, con la figlia adolescente che vuole raggiungere gli amici nel paesino di mare.
Metti una mamma, la mia, che ha sempre amato poco cucinare, ma che, le rare volte che lo fa, sforna capolavori!
Metti una figlia, io, che arriva e posa sul tavolo una spesa completa: "Mamma, oggi mangiamo la cima...e la cucini tu!"
E lei inaspettatamente sorride e si presta ai mille scatti della Nikon della nipotina, che silenziosa le gira intorno, ferma le immagini e i ricordi e le emozioni. Mani che ripetono gesti antichi, essenziali, che scelgono ingredienti, ne scartano altri con risolutezza. Mani che affettano, mescolano, cuciono. Le mani della Nonna Nena. Che sabato ha cucinato per noi.
La cima è un piatto antico e saggio. Raccoglie in un sacchetto di carne, pochissima, un ripieno fatto con il poco che è disponibile: un po' di erbe profumate, parmigiano, poca carne non nobile, qualche uovo per legare, verdure di stagione. E' una antica ricetta e si tramanda, quindi, di madre in figlia. Ogni famiglia ha la sua, quella originale! Ogni zona della Liguria propone versioni locali : c'è chi unisce al ripieno le bietole, qualcuno mette i pinoli, altri la fanno con i carciofi.
E' un piatto di Primavera, quindi noi mettiamo, da sempre, i piselli. Freschi, raccolti nell'orto, se si può. Altrimenti quelli in scatola. Ed è buona lo stesso. Io metto anche un pugno di funghi secchi, rinvenuti e tritati: la mamma dice di no! Abbiamo discusso animatamente. No, asserisce, nella ricetta di famiglia mai stati i funghi. Dissento! Ma oggi cucina lei! E questa è la sua

Cima alla genovese.

Gli ingredienti:



Pancia di vitella, ca.700g.
polpa di vitella, ca 150g
cervella di vitella, 1/2
animelle, filoni,tettina di vitella ca 70-100g
pisellini,lessati o in scatola ca.70g
4 uova
parmigiano reggiano grattugiato, 1 tazza
maggiorana
aglio
cipolla 1/2
noce moscata
sale, pepe
olio extra vergine di oliva
sedano, carota, cipolla per il brodo
un ago molto lungo e robusto
spago da cucina


Fatevi tagliare dal vostro macellaio una pancia di vitello, badando che sia senza lacerazioni e senza troppo grasso. Pulitela bene, pareggiando i bordi. Piegatela a libro e cucitela sui due lati.




Lasciandone uno libero, a formare un sacchetto e lasciando filo a sufficienza per poi poter chiudere



Pulite la cervella, i filoni, la tettina



Tagliateli a pezzetti insieme alla polpa di vitello




Sbucciate e tagliuzzate la cipolla, schiacciate lo spicchio d'aglio, poi passateli in padella, con olio evo, dolcemente, perchè non tostino. Unite le carni e mescolate. Non fate rosolare a lungo, che non devono dorare o perdere l'umidità.



Rovesciate il ripieno su un tagliere e tritatelo.




Riunitelo in una ciotola con il parmigiano e le uova



Sfogliare la maggiorana



e tritarla, poi unirla al composto



aggiungere i pisellini lessati



salare, pepare e aggiungere una grattatina di noce moscata



Ora riempire con attenzione la cima



non superando i due terzi della capacità: cuocendo la carne si ritirerà e rischiate che il frutto della vostra fatica...esploda!



Cucire ora il lato aperto, fissando bene gli ultimi punti






Massaggiare appena, con la mano aperta, perchè il composto si distribuisca, poi pungere la cima qua e là, perchè l'aria contenuta possa uscire.



Preparare un brodo vegetale, poi inserire la cima nel brodo caldo, lasciandola sobbollire per 2 ore circa. Non dimenticatevi di pungere la cima profondamente, ma con delicatezza, di quando in quando, per far fuoriuscire l'aria.



Scolatela, conservando il brodo, che sarà delicato e gustoso.



Disponete la vostra cima in un piatto largo e dai bordi alti, copritela quindi con un peso. Noi usiamo mettere il tagliere e sopra il mortaio del pesto, rovesciato. Il peso farà uscire tutta l'aria rimasta e il liquido assorbito e la cima si compatterà, assumendo la forma che darà le caratteristiche fette ovali. Lasciate riposare un paio d'ore



quindi staccate delicatamente la cima, facendo attenzione a non buttare la gelatina, saporitissima, che si sarà formata



Affettatela



e disponetela nel piatto da portata, con la sua gelatina



P.S. Io resto dell'idea che una manciatina di funghi secchi rinvenuti e tritati nell'impasto......mah!

martedì 4 maggio 2010

Panini profumati al limone e timo.



Il mio problema è che colleziono ricette.
Ne ho una quantità impressionante, debitamente classificate in belle, bellissime, interessanti, da fare, da fare subito, da provare immediatamente, ecc. Poi in realtà, spesso le dimentico lì; a volte le ripesco e le sperimento, a volte le modifico e... diventano un'altra cosa.
Questa volta sono inciampata in questa ricetta di panini limone e sesamo, di cui però non ho salvato l'autrice!( Se si riconosce, la prego di dirmelo, grazie!) L' ho archiviata tempo fa, perchè mi piaceva l'idea di un pane fresco e profumato di limone, poi, l'altro giorno, l'ho ripescata dalla lista dei "da provare subito" e ho cominciato a girarci un po' intorno.
Volevo un pane da accompagnare al pesce, una bella leccia in guazzetto; lo volevo fresco, ma profumato di primavera! Niente sesamo, dunque! E poi ho visto il timo, straripante dal vaso in giardino, pieno di fiorellini rosati e dall'aroma intenso, pungente e gioioso. Niente MdP, come prevedeva la ricetta originale: a me piace sentire l'impasto sotto le dita... Un po' di malto, o miele, e non zucchero, tra gli ingredienti.Nella ricetta originale c'era poi lievito secco, ma io preferisco la morbidezza cremosa e vitale del fresco.

Così, insomma, dopo un po' di modifiche, ecco qui quello che ne è nato: dei panini fragranti, che mi sono piaciuti davvero molto.

Panini al limone e timo.



600 gr di farina di grano duro semiintegrale
320 gr di acqua appena tiepida
1 1/2 cucchiao di olio di oliva
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di malto (o miele)
25 g di lievito di birra fresco
2 cucchiai di buccia di limone grattugiata
1 cucchiaiatadi foglioline (e fiori) di timo fresco


Ho sciolto il lievito nell'acqua con il malto. Ho messo nell'impastatrice la farina, unito gli altri ingredienti e azionato la macchina per 20 minuti.
Prelevato l'impasto, l'ho lavorato un poco a mano, formando una palla: l'ho incisa a croce e lasciata lievitare per circa 2 ore in luogo tiepido.
Ho quindi diviso l'impasto in pezzi da circa 70 g l'uno, senza più impastare. Ho formato i panini tondi con il palmo della mano, rotolando l'impasto sul piano di lavoro, senza spostarlo.
Li ho lasciati lievitare ancora un'oretta, poi li ho messi in forno caldo a 200°, dove avevo inserito una ciotola d'acqua e,prima di infornare, ho versato ancora acqua sul fondo del forno, provocando un bel vapore. Dopo 10 minuti ho abbassato a 180° e lasciato cuocere i panini fino a doratura: con il mio forno ci hanno messo 20 minuti.

lunedì 3 maggio 2010

Son tornata, con le Troffie del "Ritorno".




Uffa! Sono tornata! Stanca morta, ma con la sensazione appagante di aver fatto bene una cosa importante! La mia casina è tutta ripulita per benino: stuccata, carteggiata, imbiancata. Le finestre lasciano passare gioiosamente il sole di Primavera (quando c'è, che in questi giorni, latita un po'), le porte si aprono senza grattare, le piastrelle splendono, i pavimenti - quasi tutti - sono lucidi e dorati...



Il mio quasi nipote è arrivato e ha già riempito la casa di amici e di allegria! Sono stati giorni faticosi, ma divertenti: ci siamo ritrovati in tanti, amici e "professionisti" dell'edilizia, tutti insieme dal mattino all'alba a sera tardi: abbiamo condiviso lavoro e cibo, abbiamo riso e sentito musica ad alto volume. Ho cucinato tanto, per tanti, anzi tantissimi: pastasciutte, torte salate, ecc...niente foto,scusate, avevo le mani impegnate!
Sono tornata, dunque..avete sentito la mia mancanza? noo? beh, peggio per voi, sono di nuovo qui!! :)
E oggi vi racconto di una primo piatto con i profumi di sole e di mare.
Le troffie, lo sapete, sono una pasta tipica ligure, che ben si sposa con il pesto, ma che non è monogama: le piace accompagnarsi con erbe di campo, ma anche con pesci e crostacei e non disdegna sughi di pomodoro o ragout.
Le "Troffie della Riviera" le cucina Rosalia.
Siciliana di origine, ha fondato con il marito Antonio una dinastia di ristoratori a Noli, nella Riviera di Ponente.Prima gestori dell'apprezzato ristorante di un noto stabilimento balneare, oggi proprietari del Ritorno, ristorante e pizzeria frequentatissimo, Rosalia e Antonio hanno condito i loro piatti con simpatia ed affettuosa familiarità. Ora che Antonio, purtroppo, non c'è più, a gestire il Ritorno ci sono il figlio Salvatore e la nuora Santa. Ma in cucina c'è sempre lei, Rosalia, con i suoi piatti fedeli alla tradizione ligure, con i suoi ingredienti freschissimi, e con qualche piacevolissimo ricordo della cucina siciliana (la sua pasta con le sarde è da oscar!).
Ho mangiato da lei queste Troffie della Riviera non so quante volte! Qualche variazione, certamente, c'è, ma penso di essere stata abbastanza fedele all'originale. Il risultato? Chiedetelo ai miei ospiti: se ne sono sbafati una quantità mostruosa e poi hanno avuto pure il coraggio di mormorare mestamente: "Finito? Peccato, guarda, me ne sarei proprio mangiato un altro piattino"

Troffie della Riviera.



troffie, 350 g. (o più, a seconda dell'appetito!)
4 scampi
4 gamberoni
20 cozze
3 zucchine piccole
1 cucchiaiata di pinoli
prezzemolo, unciuffo
aglio,1 spicchio
peperoncino fresco, 1
vino bianco secco(meglio Pigato), 1 bicchiere
Olio extra vergine della Riviera Ligure.

Pulire benissimo le cozze e farle aprire in una larga padella,senza condimento. Sgocciolarle e tenerle in caldo. Filtrare la loro acqua attraverso un telo sottile e tenerla da parte.
Pulire bene i gamberi, sgusciandone le code, mantenendole unite alla testa. Pulire bene gli scampi, tagliando con le forbici il carapace partendo dalla coda fino alla testa, lasciandoli però interi.
Tritare prezzemolo e aglio. Affettare un piccolo peperoncino fresco e le zucchine novelle.
In una larga padella versare un bicchiere di olio, unire il trito di prezzemolo ed aglio e il peperoncino. Far scottare appena i crostacei, poi sgocciolarli e tenerli in caldo. Al fondo di cottura unire gli zucchini a rondelle e i pinoli. Far saltare per 2-3 minuti, poi reimmettere i crostacei. Unire le cozze e sfumare con il vino bianco. Unire l'acqua delle cozze filtrata, regolare di sale e pepe e lasciar cuocere a fiamma vivace per pochissimi minuti.
Lessare le troffie in abbondante acqua salata, scolare e unire in padella al condimento. Mescolare bene e servire.

Variante: A volte unisco un po' di pomododrini freschi al sugo...ma in bianco mi piace di più!